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  3. Un omaggio a Luigi Caccia Dominioni, l'architetto della sobrietà

Alessi, servizio posate Caccia - design Caccia Dominioni L. - Castiglioni L. e P. G. (1938)

| redazione designbest

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a superato il secolo, e a quasi 103 anni Luigi Caccia Dominioni, architetto determinante del Novecento e soprattutto della Milano del Dopoguerra, ha lasciato la sua Milano per sempre. Spentosi nel capoluogo lombardo il 13 novembre 2016 (dove era nato il 13 dicembre 1913), Luigi Caccia Dominioni ha lavorato mettendo sempre l'uomo al centro e cercando di suscitare continue emozioni.

La sua mission era costruire tutto intorno a "una" persona (dall'architettura di un'abitazione ai suoi interni, dai tavoli alle sedie, fino alle stesse posate), la sua passione gli spazi piccoli e la sfida di farli sembrare più grandi.

"Io sono un uomo pratico" diceva di sé "parto dal sodo, cerco di afferrare nelle cose l’utile e non perdo tempo in frivolezze". E infatti tra i suoi successi si annoverano progetti che rispondono sempre alle necessità quotidiane, dalle più semplici a quelle mondane.

Ecco perché abbiamo deciso di ricordarlo attraverso uno dei suoi oggetti più semplici e quotidiani: il servizio di posate disegnate per Alessi nel 1938 (insieme ai Fratelli Castiglioni). Presentate alla Triennale nel 1940 nella versione in argento, le posate della serie Caccia vennero lodate da Gio Ponti per il magistrale equilibrio fra un’immagine ancora artigianale e lo slancio verso il futuro.

E infatti queste posate, rieditate da Alessi nel 1990 nella versione in acciaio inossidabile 18/10 e in argento 925/00 con il marchio Officina Alessi, ancora oggi sfoggiano uno stile contemporaneo e senza tempo. Perfette per la tavola di tutti i giorni come per le grandi occasioni, per noi sono l'omaggio ideale a un grande architetto che ha saputo rendere il quotidiano sempre straordinario.

A noi piace ricordarlo così: passeggiando per le strade di Milano, dove spiccano le sue architetture e i suoi interni (da piazza Carbonari, a via Ippolito Nievo, da via Santa Maria alla Porta a Piazza San Babila, dalla Pinacoteca Ambrosiana alla Basilica di Sant'Ambrogio, per citarne alcuni) o immaginandolo nel suo quotidiano al civico 16 di Piazza Sant'Ambrogio, dove viveva e lavorava da oltre 70 anni.

E dove, ci piace pensare, si sedeva a tavola proprio con le posate di Alessi che aveva disegnato.

 

 

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