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Casa Mollino: del mutevole e del perpetuo

| redazione designbest

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li appassionati di design conoscono Carlo Mollino per alcuni mobili ormai iconici, caratterizzati dal rigore tecnico e dalle linee sinuose; i torinesi doc sanno che c’è la sua firma in alcune importanti architetture della città, come il palazzo della Camera di Commercio o il Teatro Regio. Pochi, invece, saprebbero parlare anche dell’uomo, della sua vita e delle sue passioni.

Tra i pochi, due in particolare: Fulvio e Napoleone Ferrari, padre e figlio, “custodi” della “Casa del riposo del guerriero” come Mollino stesso la definiva, un luogo che è rimasto intimo e nascosto come lo volle il suo inquilino. In effetti Casa Mollino non era uno studio, un atelier e nemmeno l’appartamento simbolo per riviste di architettura. Tutt’altro: è stato, in un certo senso, il suo solitario rifugio nell’attesa della morte.

Ma non pensate a un luogo cupo e triste: un uomo della sua pasta, un viveur, un pilota di macchine e di aerei, un artista, non poteva che scegliere la strada radiosa della bellezza. Ogni dettaglio dell’appartamento è stato pensato e curato da Mollino per la sua funzionalità o per il valore simbolico. Le forme organiche sono ovunque: animali, piante e curve femminili ritornano negli oggetti e nei decori; eppure, come in natura, nulla è casuale, e la casa risulta perfettamente dimensionata sull’abitante.

Nell’insieme, arredamento e atmosfera hanno un che di surreale: quel surrealismo che è stata paradossale ma inevitabile prosecuzione del razionalismo che mosse i suoi primi lavori. Il progetto rimane rigoroso, ma l’estetica ormai accetta e ingloba una soggettività umanista, che per Mollino vuol dire tensione dinamica e mutamento. E in questo luogo ha voluto prepararsi al mutamento ultimo.

Quando i Ferrari, con passione, ci spiegano tutto questo, e molto altro, ci guardiamo intorno ipnotizzati. Poi, al fondo di un corridoio che è come un viale del tramonto, pieno di foto e di ricordi, l’ultima stanza. Un letto che sembra una barca simboleggia il Viaggio, e una parete tappezzata di farfalle ci dice un’ultima cosa della vita di Mollino: che fu leggera ed effimera.

Casa Mollino è un luogo denso di storie, intimo come un nascondiglio e solenne come un tempio, seppur profano. Sicuramente, uno specchio dell’uomo che lo ha creato, un uomo che percepiva la finitezza della vita, ma che ha sempre saputo che invece arte e bellezza hanno una chance d’immortalità.

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