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900: (storia di) un carrello dall’animo eco-compatibile

| redazione designbest

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00: un numero, all’apparenza anonimo, ma che nella storia del design “conta” moltissimo. Perché è il nome del famoso e allora all’avanguardia (siamo nel 1937) carrello portavivande pensato e realizzato da Alvar Aalto, designer lontano dai dogmi, con grande senso pratico. Questo razionale carrello 900 pensato per la sala da pranzo della Villa Mairea dell’industriale finlandese Harry Gullichsen, infatti, è stato il vero precursore della filosofia eco-compatibile tanto in voga ai giorni nostri. Basti pensare che è stato fatto con una combinazione di betulla, ceramica e canna lavorata a mano: la struttura, infatti, è in betulla curvata, le maxi ruote sono in compensato, il cesto è in rattan realizzato a mano e il piano è in ceramica (bianca o nera).

Il carrello, che era stato realizzato per un cliente privato, in realtà fu presentato per la prima volta “in pubblico” alla Mostra Internazionale di Parigi del 1937 e divenne subito il pezzo forte dell’azienda Artek, società che i coniugi Aalto insieme a Marie Gullichsen (moglie dell’industriale) e Nils-Gustav Hahlin avevano fondato nel 1935.

Semplice, essenziale, eco-sostenibile, con un evidente richiamo al classicismo nordico: il carrello portavivande 900 fu una vera rivoluzione nel design di allora, perché Alvar Aalto, all’anagrafe Hugo Alvar Henrik Aalto, e la moglie Aino Marsio con cui firmava gran parte dei suoi lavori, riuscirono a trasmettere un concetto decisamente nuovo: l’intensa relazione tra progetti di architettura (e di design) con il luogo e la natura. Il cosiddetto “Genius loci”, che è spiccatamente evidente nei progetti di architettura di Aalto: “Si deve sempre ricercare una sintesi degli opposti... Quasi tutti gli incarichi progettuali comprendono decine, spesso centinaia, talvolta migliaia di fattori diversi e contraddittori, riuniti in un'armonia funzionale soltanto dalla volontà dell'uomo. Quest'armonia non può essere raggiunta con strumenti diversi da quelli dell'Arte".

E’grazie alla sua filosofia e alle sue qualità innovative di architetto, infatti, che Aalto è riuscito a entrare a pieno merito nella storia del design. Non a caso furono proprio i coniugi Aalto, a metà degli anni Venti, i primi architetti in Finlandia ad adottare lo stile razionalista proveniente dell’Europa Centrale. Un’intuizione, che trasformò immediatamente Alvar nell’architetto degli imprenditori finlandesi per i quali progettò fabbriche, ville, villaggi e anche qualche oggetto e alcuni arredi, come il carrello 900.

E che lo portò a realizzare grandi e indimenticabili progetti: primi fra tutti i padiglioni per le esposizioni di New York e Parigi, ma anche tutti i grandi edifici rappresentativi della Finlandia. Geniale, seppur incompreso come succede a tutti i geni, Alvar Aalto passò la sua vita nello sforzo di accreditarsi come “profeta della cultura finlandese”: forse non riuscì nel suo intento, ma di certo resta ancora oggi uno dei nomi di spicco del design e uno dei pochi architetti la cui effigie è incisa sulle monete (del suo Paese).

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