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  4. Pratone, (storia di) una chaise longue “evergreen” degli anni Settanta

Gufram, seduta Pratone

| redazione designbest

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971: tre designer visionari e anticonvenzionali (Giorgio Cerretti, Pietro Derossi e Riccardo Rosso) presentano Pratone, un progetto quanto mai insolito e decisamente dissacrante. “Un oggetto per il riposo singolo e collettivo, instabile, sempre da conquistare per l’elasticità del materiale” si legge nella relazione del progetto. E in effetti è così. Ad ispirarli deve essere stata la celebre commedia “A piedi nudi nel parco” del 1967, visto che i tre designer hanno deciso di tradurre il concetto di relax spontaneo in una maxi zolla di prato, con tanto di fili d’erba sinuosi e soffici.

E allora eccolo lì Pratone, long chair lontana anni luce dallo stile borghese degli anni Settanta, libera dagli schemi, ironica, rivoluzionaria. In una parola, il simbolo, nuovo ed evidente, dell’era Pop. Proprio il genere di progetto che piace a Gufram, azienda di design di Barolo, in provincia di Cuneo, che un anno dopo, infatti, lo fa suo e lo mette in produzione.

Composto da lunghi steli verdi di poliuretano espanso e verniciati di verde, questo “divanetto” è l’arredo ideale in cui sprofondare e con cui trasformare il pavimento di casa in un prato decisamente fuori scala. L’idea, infatti, non è quella di avere una poltrona, ma una vera e propria “distesa” di relax: Pratone è concepito come un modulo componibile all’infinito per trasformare qualunque spazio in un’oasi verde in continua evoluzione.

Radicale nell’animo, spiritoso nell’aspetto, Pratone spezza le regole del design dell’epoca fino a scatenare una vera rivoluzione culturale dell’anti-design. E diventa il vessillo della massima libertà creativa: le esigenze funzionali cedono immediatamente il posto all’estetica scenografica e informale, la contestazione giovanile si traduce in una vera “allucinazione creativa”. I “figli dei fiori” sprofondano nella forma in poliuretano e si abbandonano alla libertà più informale e scomposta, le consuetudini si perdono tra i fili d’erba “gommosi” e le nuove generazioni si scrollano di dosso le convenzioni rigide dell’epoca.

Inutile dire che Pratone ha sconvolto ogni canone dell’arredamento e dei comportamenti di allora, e continua, ancora oggi, a sorprenderci e a far parlare di sé: questa tessera di prato squisitamente surreale, infatti, è ospite fisso di musei del design e gallerie d’arte in tutto il mondo e resta in vetta alla classifica delle icone del design.

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