People

Alberto Alessi

| redazione designbest

D

alla magia della sua “fabbrica dei sogni”, incastonata nel paese di Omegna sul lago d’Orta, sono uscite creature straordinarie, condivise con preziosi compagni di viaggio e immaginazione, quali- fra gli altri- Alessandro Mendini, Aldo Rossi, Philippe Starck, Stefano Giovannoni,… Oggetti poetici, a volte sorprendenti, che hanno affascinato il mondo e che continuano ad animare con ironia e bellezza le case di milioni di persone. Alberto Alessi, imprenditore di grande visione, erede dal 1970 dell’azienda di famiglia fondata dal nonno, con il suo inconfondibile sguardo azzurro cielo ha saputo da allora anno dopo anno rinnovare con interpretazioni sempre inedite un’azienda che è diventata sinonimo di design e gioiosa bandiera del Made in Italy. E di quel fare tutto italiano che sa coniugare la sapienza artigiana di una terra con l’intelligenza estetica e funzionale del design. Alla terra, e al frutto antico della vigna, Alberto Alessi ama dedicare di questi tempi un nuovo sogno, anch’esso figlio delle migliori radici italiane. Un sogno che, come tutti quelli che hanno arricchito il nostro paesaggio domestico, ci saprà nuovamente stupire. 

Nella tua vita la parola bellezza significa?
Per me la bellezza rappresenta circa uno spunto di trascendenza, per quanto di trascendenza è dato di percepire a noi esseri umani.

Qual è il primo oggetto, luogo o spazio che ricordi?
Una pagina del Corrierino dei Piccoli che leggevo, o meglio facevo finta di leggere, a tre anni nel lettone sicuro e confortevole tra mio padre e mia madre.

C’è un oggetto da cui non vorresti mai dividerti?
Non so se sia considerabile un oggetto: il mio sigaro toscano (solo al pomeriggio però).

Qual è il tuo angolo o rifugio segreto?
Il museo personale che sto creando nella soffitta di casa mia a Pettenasco sul lago d’Orta.

Quale stanza della casa che ti rappresenta di più?
La libreria, nella quale ho raccolto circa 4.500 libri e documenti sulla storia dei luoghi dove sono le mie radici (Laghi d’Orta e Maggiore, valli dell’Ossola)

In casa tua sono ammessi oggetti brutti?
Certamente. Sono molto liberale. Naturalmente propendo per attorniarmi di cose che mi piacciono, quindi -forse- che considero “belle”. Ma mi interessa anche molto il significato che dò agli oggetti, e questo credo prescinde dal bello o dal brutto… Inoltre penso che potrei considerare bello qualcosa che altri giudicano brutto, e viceversa. Inoltre abbiamo un cane bruttissimo al quale vogliamo molto bene.

Cos’è per te il design?
Il design per me è una disciplina creativa globale di matrice squisitamente artistica e poetica che presiede -o dovrebbe presiedere- alla creazione dei prodotti dell’industria (ma anche dell’artigianato).

Se fossi un oggetto di design, quale ti piacerebbe essere e quale vorresti avere inventato?
Mi piacerebbe tanto essere una bella caffettiera che sbuffa quando esce il caffè, e vorrei avere disegnato una poltrona davvero molto comoda (non come quelle del design).

Cosa ti annoia e cosa ti diverte?
Mi annoiano (sempre di più, purtroppo, e in misura pari alla consapevolezza della inevitabilità delle stesse) le riunioni di qualsiasi tipo, mi diverte starmene da solo in mezzo ai miei libri.

Se non fossi Alberto Alessi, chi vorresti essere?
Henry Beyle, detto Stendhal (Grenoble 1783-Parigi 1842). Per la sua scrittura modernissima.

condividi su: