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Fabio Novembre

| redazione designbest
Foto: Stefania Spadoni
Foto: Stefania Spadoni

I

n vero dispetto di un cognome evocatore d’atmosfere plumbee e autunnali, lui, che di nome fa Fabio e di cognome Novembre, sta al design italiano come la luce, il fuoco, i colori schietti delll’estate. Talentuoso enfant prodige, ha contrapposto già al suo debutto negli anni ‘90, a contrasto di un minimalismo allora imperante, l’esplosione di una debordante energia creativa, propria della sua terra e della ricchezza espressiva del barocco leccese. La sua dirompente personalità lo ha reso ben presto una vera e propria pop star del design, regalandogli l’eco di un palcoscenico internazionale: fra i primi a conquistare prestigiose copertine, ad avere - giovanissimo - importanti retrospettive, a bucare l’attenzione del grande pubblico. Quel flusso di energia creativa - a tratti irriverente ma sempre di grande istrionica vitalità - ha preso forma nel tempo in gesti creativi destinati a lasciare il segno nell’immaginario comune. Ma dietro a una patina in apparenza solo glamour, a quell’immagine degna della Croisette di Cannes, immutato nel tempo vive- per chi lo sa leggere- un “animo fanciullo”, che non ha mai smesso, attraverso il suo mestiere di plasmare nello spazio il suo personalissimo e sincero messaggio al mondo.

 

Nella tua vita la parola bellezza significa?
Io credo nell’identificazione di etica ed estetica. Bello e buono devono coincidere, è questo il senso del nostro lavoro. La ricerca di un’armonia che può farci tornare ottimisti sul futuro.

Qual è il primo oggetto, luogo o spazio che ricordi?
Credo che tutta la nostra memoria più profonda risalga all’esperienza nell’utero materno. Io sono convinto che tutta la mia idea di architettura derivi da quei nove mesi di armonia simbiotica.

C’è un oggetto da cui non vorresti mai dividerti?
Pur occupandomi di oggetti non ne sono assolutamente dipendente.

Qual è il tuo angolo o rifugio segreto?
Il mio rifugio segreto sono le persone che amo. Non esiste uno spazio fisico che possa farmi sentire protetto anche perché mi piace vivere allo scoperto. Soltanto l’affettività è protezione.

Quale stanza della casa ti rappresenta di più?
A me piacciono tutte le funzioni che si svolgono in una casa, sono parte del tutto. Infatti la mia casa ideale non prevede separazioni ma continuità.

In casa tua sono ammessi oggetti brutti?
Come conseguenza alla mia idea di bellezza essi sono assolutamente banditi.

Cos’è per te il design?
Ho un’idea di design molto allargata: per me coincide con l’umana attitudine di modificare a proprio favore le condizioni che ti circondano. Poi tutto sta nel capire bene cosa si intende per “proprio favore”…

Se fossi un oggetto di design, quale ti piacerebbe essere e quale vorresti avere inventato?
Forse vorrei essere un cellulare, un oggetto che è diventato così intimo rispetto alle nostre vite, che teniamo sempre in mano, che trattiamo con cura e che ci tiene sempre in contatto con il mondo facilitandoci la vita. Poi, dato che la vita ha un valore sempre più alto di qualsiasi oggetto, sarei davvero orgoglioso se avessi inventato la penicillina.

Cosa ti annoia e cosa ti diverte?
Ogni cosa è contemporaneamente noiosa e divertente. Sono diversi punti di vista che guardano la stessa cosa. La loro continua alternanza è necessaria alle nostre esistenze per tenere viva la nostra capacità percettiva.

Se non fossi Fabio Novembre, chi vorresti essere?
Sono già chi vorrei essere.

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