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Patricia Urquiola

| redazione designbest
Patricia nel suo studio (ph. Marco Craig)
Patricia nel suo studio (ph. Marco Craig)

P

atricia Urquiola è la prova vivente che “donna” e “design” hanno ben oltre che un paio di lettere in comune. Lei, spagnola di nascita e temperamento, madrilena e milanese di formazione, ha impastato con tenacia la lezione dei suoi grandi maestri (Achille Castiglioni, Vico Magistretti, fra gli altri) con la cura, la passione e la creatività generosa, tutta al femminile. Il mix, negli anni, è stato esplosivo e inarrestabile: dal 2001, anno di apertura del suo studio personale a Milano, un susseguirsi di collaborazioni e progetti con le grandi realtà del design ci ha regalato un flusso continuo di oggetti straordinariamente “belli e possibili”, di cui ognuno vorrebbe circondarsi per rendere più piacevole il proprio mondo. Il suo segreto? Scavare con curiosità sino ad arrivare dritto al cuore di un’azienda, di un materiale, di un oggetto,  e reinventarlo con la capacità di uno sguardo mai banale. Per questo, ogni progetto a sua firma ci incanta sempre e comunque, come un nuovo racconto, un viaggio che arriva all’essenza delle cose, e ce la ripropone attraverso una personalissima e riconoscibile interpretazione.

 

Nella tua vita la parola bellezza significa?
Evoluzione, ricerca, individualità.

Qual è il primo oggetto, luogo o spazio che ricordi?
Una casa per le bambole, però invece di essere la tipica casa col tetto inclinato era una casa razionalista.

C’è un oggetto da cui non vorresti mai dividerti?
Due anelli che per me hanno un significato particolare.

Qual è il tuo angolo o rifugio segreto?
La mia terrazza-giardino.

Quale stanza della casa che ti rappresenta di più?
Il living forse, è uno spazio di condivisione, dove stare con la famiglia e gli amici. Uno spazio per parlare, leggere, ascoltare musica e pensare.

In casa tua sono ammessi oggetti brutti?
Sono ammessi oggetti interessanti. I criteri estetici sono relativi, non assoluti. Ci possono essere oggetti che per qualcuno sono brutti, per me interessanti. O che una volta erano brutti e col tempo hanno acquisito fascino.

Cos’è per te il design?
Migliorare anche solo di un grado, gli oggetti che ci circondano, i nostri comportamenti, le relazioni con gli altri e l’habitat.

Se fossi un oggetto di design, quale ti piacerebbe essere e quale vorresti avere inventato?
Sarei una lampada di Castiglioni. Vorrei aver inventato uno smart phone integrato con il corpo e non dannoso per la salute.

Cosa ti annoia e cosa ti diverte?
Mi annoia seguire uno stile, mi diverte vedere le cose da un punto di vista inusuale.

Se non fossi Patricia Urquiola, chi vorresti essere?
Uno dei miei registi preferiti come Alejandro Inarritu o Xavier Dolan.

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