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uò uno «scarabocchio» fatto su una tovaglietta di carta diventare un ambito oggetto di design? Sì, se a fare lo schizzo è Philippe Starck in persona, mentre attende il pranzo. E’ proprio così che 25 anni fa è nato Juicy Salif, lo spremiagrumi iconico disegnato nel 1990 per Alessi. Un’intuizione nata davanti a un piatto di calamari durante un pranzo sull’isola di Capraia: Philippe Starck, infatti, invece di tamburellare con le dita sulla tovaglia l’ha disegnata, ispirato dai molluschi e dal limone da spremere sopra. E una volta completato il progetto, l’ha persino infilata in una busta e spedita a Alberto Alessi, che, tra parentesi, attendeva da mesi il progetto di un vassoio (e non certo di un paradossale spremiagrumi).

Risultato: Juicy Salif  è diventato lo spremiagrumi più famoso nella storia del design, un oggetto-simbolo criticato, ma amatissimo. Impossibile non riconoscerlo al primo sguardo: questo spremiagrumi scultoreo è un vero pezzo d’autore che si trova persino al MOMA di New York. Tutto merito della sua forma innovativa e organica (a guardarlo ricorda un ragno), che tuttora sorprende e fa discutere. Perché in fondo, come ha ammesso lo stesso Starck, più che essere un oggetto utile (per esempio per spremere un limone sulla frittura di pesce) è un “oggetto di conversazione”, decisamente decorativo e volutamente provocatorio.

Esaltato, celebrato e criticato, Juicy Salif in questi anni si è mostrato in tanti modi (persino dorato) e oggi per festeggiare i suoi 25 anni arriva in due nuove versioni: una in fusione di alluminio con rivestimento ceramico bianco opaco e l’altra in fusione di bronzo in tiratura limitata (solo 299 pezzi). Se funzioni bene o meno è ancora tutto da dimostrare, ma una cosa è certa: questo spremiagrumi ha una vena artistica che lo rende perfetto e scenografico. La sua funzionalità passa elegantemente in secondo piano.

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