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  4. Gio Ponti e Richard Ginori: una corrispondenza inedita

L'eleganza della modernità: in mostra i lavori di Gio Ponti per Richard Ginori

| redazione designbest

I

l Triennale Design Museum presenta alla Villa Reale di Monza la mostra Gio Ponti e Richard Ginori: una corrispondenza inedita. Inaugurata pochi giorni fa (il 12 aprile) negli spazi del Belvedere e aperta fino al 7 giugno 2015, questa mostra organizzata dall’Associazione Amici di Doccia mette sotto i riflettori due grandi nomi del design italiano. Da una parte, infatti, c’è Gio Ponti, uno dei maestri del design del Novecento, dall’altra parte Richard-Ginori, azienda italiana rinomatissima nell’industria ceramica (i suoi servizi in porcellana sono ancora oggi sinonimo di qualità ed eleganza assoluta). Il legame sono i dieci anni di collaborazione tra i due (dal 1922 al 1933), quando Gio Ponti ha ricoperto il ruolo di direttore artistico del marchio.

Le opere in mostra sono circa una cinquantina (tra le meno note del maestro) e provengono tutte dal Museo di Doccia; a fare da cornice ci sono poi lettere, disegni e schizzi recuperati dall’archivio della Manifattura di Doccia. Il vernissage però non vuole porre l’accento solo sulla straordinaria figura di Gio Ponti. Più mostra-denuncia che pura esposizione, infatti, Gio Ponti e Richard Ginori: una corrispondenza inedita mette in evidenza la storia e le problematiche del Museo Richard-Ginori di Sesto Fiorentino (FI), chiuso da maggio 2014 senza una previsione di riapertura. Ecco perché questa esposizione è ancora più straordinaria: solo qui potremo sbirciare tra gli archivi storici e ammirare una notevole collezione di ceramiche, lettere e appunti autografati di Gio Ponti.

Tra i pezzi esposti, alcuni non sono entrati in produzione, come Mano della fattucchiera, o il vaso Le mie donne. Altri, invece, sono stati realizzati su commissione, come il grande Vaso a poetiche in maiolica blu e bronzo dorato, per la Casa di Risparmio delle Province Lombarde, o il Capriolo fra palme, richiesto dal Ministero degli Esteri per le Ambasciate d’Italia. Non esiste un preciso percorso di visita: in ogni angolo si coglie il modus operandi di Ponti, la sua progettazione libera a 360°, che passa dai decori dei piatti ai colori (il blu Ponti inventato da lui), dagli annunci pubblicitari, alle confezioni, dalle réclame fino ai prezzi da applicare ai prodotti.

Il suo interesse per la comunicazione è sempre stato evidente e spicca dai documenti esposti (come quelli nella teca a fine mostra), dove si legge anche il suo legame con la città di Monza: il 19 maggio 1923, infatti, Ponti espose per la prima volta alla Villa Reale (allora sede della Biennale Internazionale di Arti Decorative).

Quando fino al 7 giugno 2015

Dove alla Villa Reale di Monza

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