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Giulio Cappellini ritratto con il libro "Metodo Cappellini. Il sogno declinato".

| redazione designbest

C

appellini presenta il libro, edito da Electa, Metodo Cappellini. Il sogno declinato. Una monografia, o meglio uno "zibaldone" di ricordi e oggetti, come lui stesso preferisce definirlo, che racconta la storia di ieri e di oggi del marchio Cappellini.

Una narrazione che intreccia volti, personaggi del design ma non solo, incontri straordinari (come quello con la Regina Elisabetta), intuizioni, azzardi e visioni e che ci illustra gli eventi più rilevanti che hanno accompagnato Giulio Cappellini nel suo viaggio nel design.

Sulla copertina del libro, presentato il 25 maggio nel nuovo spazio milanese di Cappellini, appare un gigante punto di domanda (il titolo è svelato solo sul retro, nella quarta di copertina): Giulio Cappellini ci invita così a scoprire il suo metodo, ad entrare nel mondo sognante del design perché "la cosa fondamentale è cercare di fare sorridere e sognare le persone". E quale introduzione migliore se non un "?" per suggerire una riflessione e aprire nuovi sogni e nuove frontiere del design?

Tra aneddoti, parole, ricordi, oggetti e ritratti le pagine del libro ci svelano il "metodo" di uno dei più grandi imprenditori e designer, un metodo fatto di rigore formale e libertà creativa, spinto dalla coerenza delle motivazioni e plasmato sulle contraddizioni delle sue intuizioni visionarie.

Un metodo che ha portato Cappellini a realizzare uno, o meglio, tanti piccoli sogni declinati.

Trent'anni di attività che si intrecciano e ci accompagnano in un viaggio lungimirante nel mondo del design e scrivono una sorta di diario personalissimo, ma anche universale, di Giulio Cappellini e del suo brand.

Ci sono i capitoli dedicati all'arte, alle ispirazioni e alle passioni, quelli che raccontano dei designer e dei compagni di viaggio (dai fratelli Bouroullec a Lissoni, da Castiglioni a Wanders per citarne alcuni), le pagine che parlano il linguaggio della creatività e inneggiano alla libertà d'espressione, quelle che calcolano i rischi e scoprono i talent scout... E poi ci sono le Limited Edition, le piccole produzioni artigianali, i pezzi icona entrati nelle collezioni dei musei e gli arredi che vivono, con orgoglio di Cappellini, soprattutto nelle case delle persone.

Un libro ricco, curioso, pieno del fascino elegante del suo autore, che Cappellini dedica persino, con un'ironica pernacchia, "a tutti quei personaggi poco raccomandabili che dicono che tanto con il design non si va da nessuna parte".

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