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  3. Ingo Maurer e la bellezza fatta luce

ph: Ingo Maurer (con lampadario «Porca miseria!») 

| redazione designbest

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anti lo definivano il poeta della luce, ma lui non si è mai sentito tale. Se è vero, infatti, che Ingo Maurer è da sempre il light designer per eccellenza, è anche vero che per lui “essere originali non è così difficile se ascolti la tua voce interiore”.

Ironico, decisamente visionario e con una creatività fuori dal comune, Ingo Maurer, scomparso il 21 ottobre 2019 a Monaco di Baviera a 87 anni, era un anticonformista gentile, un ribelle sorridente e inarrestabile che amava disegnare la bellezza con la luce, e sapeva definirla, ogni volta, con contorni diversi. Merito di un talento inarrestabile e della sua formazione artistica, non come industrial designer come tanti suoi colleghi, ma come grafico e tipografo.

Un pioniere dell’illuminazione, che con oltre 200 pezzi in 50 anni ha inventato un’idea nuova di luce d’interni: non più semplici lampade di design, ma vere e proprie poesie di luce capaci di dare forma alle emozioni e di rompere gli schemi diventando icone senza tempo.

Adorava far divertire la gente, Ingo Maurer, e infatti davanti alle sue lampade è impossibile trattenere un sorriso. Basti pensare a Luccellino, la lampadina con le ali, o a Zettel’z, il lampadario “post-it” dove scrivere messaggi e frasi in libertà, o a Porca Miseria!, un’esplosione di porcellana irriverente persino nel nome. O ancora ai modelli disegnati da altri e scelti da Ingo per il suo brand come Campari Light, con il paralume fatto di bottiglie di Campari e Canned Light, con tanto di barattolo di sugo e piatto.

Corpi luminosi unici e inimitabili, capaci di emozionare e conquistare al primo sguardo, tanto che sono esposti nei musei più importanti del mondo, dal Vitra Design Museum al MoMA di New York e che gli sono valsi il Compasso d’Oro alla carriera nel 2011.

Noi vogliamo salutarlo così, con alcuni di quei pezzi usciti dal cappello di “un mago”, come l’aveva definito un altro grande maestro del design, Alessandro Mendini. E con tanti sorrisi sulle labbra.

 

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