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BBB, sedia Again - design Paolo Favaretto

| redazione designbest

I

nterpretare la modernità con intelligenza, anticipare i nuovi stili di vita e seguire l’evoluzione degli immaginari collettivi e individuali. Innovazione è la parola chiave del design, e innovare è nel codice genetico di BBB, brand che quest’anno festeggia 70 anni nel mondo dell’arredo di design.

Il dialogo tra tradizione e sperimentazione, la naturale flessibilità e la capacità di aggiornare continuamente il proprio approccio sono i punti di forza di quest’azienda che ha saputo ricondurre nelle sue collezioni molte ricerche e sperimentazioni degli ultimi cinquant’anni del design italiano. Non a caso tra i tanti nomi che collaborano con BBB spiccano firme internazionali: dagli storici Gio Ponti, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, il trio De Pas-D’Urbino-Lomazzi e Vittorio Prato ai contemporanei Roby Cantarutti, Massimo Colombo, Marco Piva e Konstantrin Grcic, solo per citarne alcuni.

La storia di BBB nasce nel 1947, in un momento di grande fermento storico e culturale. È Piero Bonacina, esperto falegname, a fondare il primo laboratorio artigiano di sedie, passando da dipendente a piccolo imprenditore. I primi modelli, non particolarmente innovativi, riprendono le tradizionali sedie in stile, reinterpretate però in chiave più asciutta ed essenziale. Un’idea semplice, che si rivela subito vincente, perché risponde alle nuove esigenze di un pubblico che si avvicina per la prima volta ai simboli dell’agiatezza borghese.

Da lì al mondo colorato e squillante degli anni Sessanta il passo è breve: la plastica diventa sinonimo di nuovo benessere, più pratico e disinvolto e la modernità si affaccia nelle case degli italiani. Il design punta all’avanguardia e dà forma a un nuovo immaginario di forme, funzioni e colori che reinventano i paesaggi dell’abitare. È in questo momento che nel laboratorio di Pietro Bonacina fanno il loro ingresso i tre figli, trasformando la piccola attività di famiglia nella nuova BBB (una B per ciascun figlio), un’azienda di medie dimensioni che produce in grande scala sedie, ma anche mobili e articoli d’arredamento.

Non solo legno, ma anche resine espanse, materia base per i moderni imbottiti: BBB cambia materiale e tecnologie e rompe gli schemi dell’estetica classica. Nel 1966 nasce Welcome, il suo primo imbottito contemporaneo firmato da Aldalberto Dal Lago: moderno con misura, coniuga tradizione e ricerca, per cavalcare i tempi senza diventare mai anacronistico. È questo l’approccio (cauto, ma lungimirante) dell’azienda impegnata a trovare una continuità tra memoria e sperimentazione, mentre l’incontro, l’anno successivo, con l’ironico trio di designer De Pas, D’Urbino e Lomazzi offrirà a BBB un originale e inedito punto di vista sulla cultura del progetto (basti pensare alla seduta Gomma).

Anno dopo anno BBB cresce e definisce la sua identità con una serie di cambiamenti significativi: nel 1968 è la volta di Antonio Lupi, grafico emergente sulla scena milanese che disegna il nuovo logo del brand e ne cura la campagna pubblicitaria, in una collaborazione fortunata che lo porterà anche ad introdurre Achille Castiglioni tra le firme del brand.

E sarà proprio Achille Castiglioni a sintetizzare l’immagine più compiuta di BBB, con la sedia pieghevole Trip che riprende la tradizionale Thonet e si fa manifesto di un preciso atteggiamento progettuale. Pochi elementi essenziali e una grammatica progettuale che punta sulla funzionalità, ma anche la capacità e la sfrontatezza nel superare questi stessi limiti: ecco l’anima di BBB.

Passato e futuro si mescolano continuamente nelle collezioni che ci restituiscono il ritratto di un’azienda vitale e vivace, capace ancora oggi di mantenere la forte impronta della memoria storica e di assecondare contemporaneamente le evoluzioni del progetto contemporaneo.

Dalla composta funzionalità della poltrona Pullover di Carlo Santi del 1975 alla rilettura dell’imbottito componibile di Laura Griziotti (con Clipper Top del 1979), dai progetti post moderni degli anni Ottanta come il tavolo Theo di Boccato-Gigante-Zambusi, fino alle ultime proposte votate alla tecnologia come Again, sedia dall’animo green disegnata da Paolo Favaretto, il catalogo è un ventaglio di forme e stili, linguaggi diversi e tecniche nuove. Una cangiante, ma armoniosa molteplicità che disegna uno stile forte e intramontabile.

 

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