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  4. Orografie, il nuovo design anfibio

fonte: Orografie

| redazione designbest

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rografie: il nome l’avevamo già sentito e scoperto a EDIT Napoli, la fiera del design editoriale che nel 2020 ha presentato la sua seconda edizione, ma è durante la Design Week settembrina di quest’anno che il brand ha fatto il suo debutto ufficiale con una collezione completa.

Orografie, nato dall’intuizione di Giorgia Bartolini e Vincenzo Castellana, architetto e art director del marchio, è un’azienda sbocciata da un contest workshop under 35. Una scommessa vera e propria sui giovani talenti emergenti portata avanti da un team di professionisti del settore, da Castellana a Domitilla Dardi, editor e storica del design, a Ko Sliggers, creativo olandese tra i fondatori a fine anni Settanta dello stile Dumbar.

Una scelta di campo precisa, quella di puntare tutto sul “design anfibio” come l’ha definito lo stesso Castellana: ovvero quel design metà analogico e metà digitale, capace di scrivere inedite sceneggiature e di presentare i perfetti attori di domani.

Oggi Orografie presenta la prima collezione pensata per nuove azioni, per il quotidiano presente e futuro e per i rituali nascenti dall’evoluzione del paesaggio domestico. Scenari futuribili dell’abitare contemporaneo, che sappiano rispondere meglio e di più ai nostri bisogni “anfibi”. Ecco l’obiettivo di Orografie che ha coinvolto 15 designer italiani, tra cui i celebri Francesco Faccin, Lanzavecchia+Wai, Martinelli Venezia ed Elena Salmistraro, cercando progetti capaci di coniugare le capacità artigianali delle migliori maestranze siciliane in una collezione funzionale e visionaria che anticipa le esigenze di un domani ormai prossimo.

Tra i prodotti di punta spiccano Efesto, il coffee table firmato da Elena Salmistraro e realizzato da esperti artigiani di Modica lavorando legno, vetro e pietra lavica; Segni, omaggio di Lanzavecchia+Wai al relax fluido, con panche e sedute essenziali che accompagnano gesti e movimenti in totale libertà; Allodola, il “cavalletto” porta cellulare di Francesco Faccin e T1 e T2, i tavolini multiuso pensati da Martinelli Venezia come perfetti interpreti del nuovo stile dell’abitare. Completano la collezione oggetti e complementi multitasking pratici, ma inaspettati, come il centrotavola che ospita il cellulare, i piatti che diventano vassoi, lo specchio-porta device e il servomuto da bagno che funge anche da comodino. E ancora il pouf da pilates, il tavolo gazebo, la madia architettura, lo sgabello uscito da una scacchiera e il servomuto su ruote.

Scenari orografici del paesaggio domestico contemporaneo che ne mutano i contorni disegnando nuovi panorami e inventando, a nostro piacere, usi e consumi del quotidiano tra innovazione e alto artigianato, creatività e funzione.

 

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