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Tante care cose… tra le righe del design

| redazione designbest

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he le cose siano molto più di semplici “cose” è cosa nota. Comincia così, con un gioco di parole quasi cacofonico, il racconto di Chiara Alessi, giornalista curatrice e docente di design al Politecnico, che ci parla del design attraverso le Cose.

Tante care cose. Gli oggetti che ci hanno cambiato la vita, edito da Longanesi, è il nuovo libro di design in cui 74 oggetti del quotidiano si raccontano e ci raccontano aneddoti e storie affascinanti che racchiudono la cultura del design. Dalla palla da biliardo n.8, oggetto preferito di Sottsass, all’intramontabile zip che appare come simbolo di un manifesto futurista, nelle pagine si alternano testi in rima baciata, in forma epistolare, articoli di giornale, test divertenti e le illustrazioni di Paolo D’Altan, schizzi quasi improvvisati che danno vita all’immaginario collettivo.

Una sorta di bibliografia corale, che passa attraverso aneddoti, informazioni, dicerie e leggende, che ci solletica con il sapore del gossip e ci sorprende con rivelazioni di fallimenti “famosi” o successi casuali, tra architetti blasonati, ma anche operai, imprenditori e persino un alpinista. Perché questo libro ci spiega che il designer è “uno come noi” e la gloriosa storia creativa dell’Italia, Paese del design, non ha bisogno di enfatizzazioni perché si legge e vive continuamente nelle piccole cose.

Un percorso che Chiara ha iniziato quasi per gioco su Twitter durante il primo lockdown (con la serie di video clip #designinpigiama), facendo parlare quegli oggetti comuni che sono spesso sotto gli occhi di tutti e che altrettanto spesso, proprio perché così evidenti, passano inosservati. In un mese aveva già creato un archivio virtuale con la storia, in pillole, del design del Novecento italiano: oggetti grafici, architettonici, anonimi o firmatissimi, invenzioni o fallimenti, cose insomma, conosciute dai più (e proprio per questo ancora più sorprendenti), che ci svelano come cambia l’identità di un popolo attraverso le cose che inventa e usa.

47 di queste cose sono entrate nelle pagine del libro. “Le cose sono concentrati di racconti, memorie, odori, affetti, transizioni, ricordi. Quando perdiamo un oggetto, perdiamo proprio un pezzo di passato” scrive Chiara Alessi, che con Tante care cose lancia un messaggio che sa di buon augurio (Tante care cose, appunto) regalandoci uno sguardo inedito sul mondo che ci circonda e che noi, a volte, guardiamo distrattamente. Perdendoci l’effetto sorpresa.

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