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  4. Caffè Fernanda nella Pinacoteca di Brera di Milano

Sedie Jazz 3716, design Pedrali R&D 2017, Pedrali.

| redazione designbest

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scanso di equivoci, dichiariamo subito di essere assolutamente favorevoli alle caffetterie, bar o bistrot nei musei, grandi o piccoli che siano. Non c’è niente di più bello che sedersi a bere un buon caffè dopo qualche ora tra i capolavori dell’arte e riordinare le idee, parlare di cosa ci ha colpito di più o di cosa non abbiamo capito molto, o anche semplicemente di quale sarà la prossima tappa nel nostro giro per la città. 

Siamo quindi felicissimi che la Pinacoteca di Brera a Milano, fra i musei più importanti del mondo e scrigno di opere di ineguagliabile bellezza, abbia finalmente al suo interno un vero spazio di “ristoro”: il Caffè Fernanda, l’affascinante bar/ caffetteria già adottato a pieni voti dai viaggiatori d’arte e dagli habitué milanesi.

Fortemente voluto dal direttore James Bradburne - artefice del riallestimento delle 38 sale della Pinacoteca e appena riconfermato alla guida del museo per altri quattro anni - il Caffè Fernanda è dedicato alla visionaria direttrice del museo Fernanda Wittgens, la donna a cui si deve la riapertura del museo nel 1950 dopo i terribili bombardamenti del ’43. Prima donna in Italia a dirigere un museo statale, Fernanda volle creare un “museo vivente”: riempì le sale di fiori, ospitò sfilate di moda e prolungò l’apertura fino a tarda sera. Un concetto di “connessione” con la città dimenticato e lentamente ripreso di cui la nuova, accogliente caffetteria è un tassello importante.

Il Caffè Fernanda si trova al primo piano dove una volta si trovava l’ingresso principale ed è aperto anche a chi non visita il museo. Progettato dallo studio milanese rgastudio con l’intento di mettere in evidenza le opere d’arte presenti e di reinterpretare l’architettura dello spazio disegnato da Piero Portaluppi negli anni ‘50, ha un animo da caffetteria di lusso raffinata e discreta, elegante e rispettosa dell’ambiente storico in cui si trova.
In un ambiente dall’intenso color ottanio alle pareti (ripreso dal progetto di Portaluppi) si mescolano i toni caldi del rosa antico che si incontra anche nelle sale espositive ristrutturate. Protagonisti della scena sono il grande dipinto di Pietro Damini “S. Bernardo che converte il duca di Aquitania” e il sottostante lungo bancone stile anni ’50 con una bottigliera a specchio incorniciata in ottone anticato. Tutto intorno tavoli e sedie delle collezioni Pedrali che nei colori riprendono le tonalità dello splendido pavimento marmoreo recuperato e restaurato. L’amorevole cura di ogni particolare e l’attento gioco cromatico che mette in evidenza con cura le preziose opere esposte fanno del Caffè Fernanda una vera chicca da visitare assolutamente (e non dimentichiamoci di entrare anche nella Pinacoteca!).

DOVE: Via Brera 28, Milano
ORARI: Mar – dom 8.30 – 19.00

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