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Il Museo del Legno di Riva 1920 a Cantù.

| redazione designbest

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picca, lungo la strada bordeggiata dal disordinato mix di edifici in muratura e cemento tipico delle periferie, un volume chiaro e lineare completamente rivestito in larice. Dal tetto spunta una vegetazione rigogliosa, un giardino pensile che termina contro una grande torre in testa alla costruzione. Siamo arrivati al Museo del Legno di Riva 1920, uno luogo affascinante e singolare in cui la storia, la cultura, il design e la sensibilità ambientale di tutto un territorio si fondono con un brand che il legno ce l’ha nel suo dna.
Il Riva Center che ospita il museo si trova poco fuori Cantù, cuore della Brianza delle famiglie di falegnami e mobilieri di un tempo, quelle delle antiche botteghe, eccellenze della lavorazione artigianale, che nel dopoguerra con le nuove generazioni hanno dato vita al Made in Italy dei grandi marchi del design.

Riva nasceva, come dice il nome, nel 1920. La piccola falegnameria avviata dal nonno Nino Romano, portata avanti dal padre Mario Riva e oggi gestita dai figli Maurizio, Davide e Anna è ormai un brand noto dello scenario internazionale per la qualità della lavorazione del legno e le sue collaborazioni con i più noti designer da Mario Bellini a Patricia Urquiola.
Il suo museo, inaugurato nel 2001 e progettato insieme allo studio milanese Origoni Steiner Architetti Associati, è un vero e proprio viaggio nella storia e nell’evoluzione del legno e delle sue lavorazioni che va oltre al racconto della storia di un’azienda. Da sempre i fratelli Riva raccolgono i manufatti e gli attrezzi man mano dismessi di tutto il territorio. Ad oggi sono oltre 5.000 i pezzi in esposizione tra macchinari storici, spesso progettati appositamente dagli artigiani, e innumerevoli utensili che trovano posto lungo la grande parete laterale (64 x 6 metri).

Al centro dello spazio, l’incredibile tavolo “Antico”, una lastra unica lunga 12 metri, appoggiata su una base disegnata da Renzo Piano. È in legno di Kauri, un tipo di conifera della Nuova Zelanda, datata con il metodo del Carbonio 14 a 48mila anni fa, all’epoca dell’ultima era glaciale, quando una serie di cataclismi ha abbattuto intere foreste sommergendole di acqua e fango. Le particolari caratteristiche del fango e la mancanza di ossigeno hanno permesso a queste piante di arrivare intatte fino ai nostri giorni.

Le diverse varietà del legno si possono scoprire al secondo piano dove si trova uno spazio didattico aperto alle iniziative del territorio, il Pangea Lab, che ospita la xiloteca, la raccolta di campioni di legno provenienti da tutto il mondo. Il laboratorio deve il suo nome al tavolo progettato da Michele de Lucchi per l’Expo 2015, ispirato al primordiale, e unico, continente terrestre da cui sarebbero derivati i nostri attuali continenti.

Il Museo del Legno è un museo generoso, unico nel suo genere. Qui la storia aziendale di Riva 1920 si intreccia con la cultura storica del legno di tutta la Brianza e si apre al mondo per raccontare alle generazioni future il significato di un materiale vivo e autentico, per tramandare e non dimenticare quanto lavoro e quanta passione ci siano dietro la produzione di un mobile e, soprattutto, per ricordare che il legno è una risorsa rinnovabile, ma non infinita, di cui fare un uso molto consapevole. Un luogo dinamico e pieno di iniziative, aperto a chiunque voglia immergersi nell’affascinante mondo del legno. 
 

DOVE: Via Milano 110, Cantù (CO), Italia
ORARI: Lun – ven 8.30 - 12.30 e 14.00 - 18.30 | Sab 9.00 – 12.00 | Dom chiuso
Foto: Courtesy Riva 1920

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