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  4. La terra secondo Matteo: archetipo della materia

Matteo Brioni, collezione Capitelli

| redazione designbest

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elograno, Vinaccia, Panna, Caffè, Cannella, Cipria, Cammeo… Nomi evocativi, che sanno di buono e ci parlano di terre antiche e atmosfere naturali. Sono i colori della terra secondo Matteo Brioni, che raccontano di una fornace tra i campi di Gonzaga e di una storia lunga quattro generazioni.

“La terra è nel passato di tutti” spiega Matteo Brioni “del mio, però, in particolare”. E infatti questa storia parla di terra, ma anche di luoghi, di famiglia, di lunghi inverni noiosi nella Pianura Padana, di nebbia fitta e cambiamenti. “Crescere a Gonzaga tra la storia, i campi e le cave d’argilla può avere un forte impatto sulle tue scelte” ricorda Matteo “soprattutto se passi le tue giornate intorno a un edificio industriale di fine ‘800 che assomiglia a un’azienda agricola”. La Fornace Brioni di Gonzaga, infatti, risale al 1920, quando la sua forza era tutta nei mattoni ed è solo nel 2010 che Matteo Brioni, spirito irrequieto spinto dalla passione per l’argilla, decide di farne uno spin-off e passare dal laterizio alla materia pura. Un visionario che da subito precorre i tempi e anticipa una tendenza – quella della terra cruda – allora sconosciuta. E che ha l’intuizione di inziare il proprio percorso affiancato da Marialaura Rossiello di Studio Irvine, determinante nel cristallizzarne da subito l’identità quale voce protagonista del design per gli interni.

Dall’intonaco di terra cruda ai pavimenti massivi in terra, fino alle pitture di argilla, nell’azienda di Brioni oggi tutto parla il linguaggio di una forma archetipica, purissima. La terra cruda è un materiale di origini antiche, sostenibile, anallergico e sano e la selezione meticolosa delle argille coloranti è il cuore della produzione di Brioni: 14 tinte naturali frutto delle diverse terre raccolte nel rispetto dell’antica tradizione mantovana. Ma è la “sua bellezza sensuale e naturale, piacevole al tatto e in grado di adattarsi a qualsiasi superficie” - ci suggerisce Brioni - a trasformare la terra cruda in un materiale davvero nobile e intramontabile.

È nell’autenticità della materia, infatti, che si rivela il genius loci del brand e nell’aia polverosa della fornace, dove i grandi sacchi di argilla disegnano un percorso vellutato e avvolgente, l’atmosfera suscita emozioni senza tempo. Le suggestioni che fanno parte della memoria del territorio si mescolano alla maestria artigianale e alla creatività degli interpreti del contemporaneo che Matteo vuole via via al suo fianco. A partire dalla palette di base, il laboratorio di Matteo Brioni traduce il linguaggio di architetti, interior designer, artisti e progettisti e definisce la perfetta mescola di argilla per ogni specifico progetto: saranno poi le tracce impercettibili lasciate dalla mano degli artigiani posatori a dare l’ultimo tocco e regalare alla superficie quella trama disomogenea e unica, con texture e decorazioni imprevedibili.

La forza primordiale dell’argilla, il materiale più antico al mondo, viene plasmata in un nuovo vocabolario stilistico che non ne rinnega il lato emozionale, ma piuttosto lo enfatizza: ecco perché Matteo Brioni tiene vivo quel saper fare radicato nel territorio ripetendo con la stessa maestria meticolosa i gesti degli artigiani rinascimentali alla corte dei Gonzaga. E valorizzandola con quell’interpretazione artistica che solo un visionario potrebbe dare.

  

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