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  4. Chiara di Flos, i 50 anni di un’icona della luce
| redazione designbest

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er la gioia dei design addicted, in occasione del cinquantesimo anniversario dalla sua prima realizzazione, Flos ripropone l’iconica lampada Chiara disegnata da Mario Bellini nel 1969. La nuova versione presentata in occasione della Design Week milanese consiste in una piccola famiglia di due modelli (terra e tavolo) in diverse finiture cromatiche (acciaio inox lucido, bronzato opaco e nero lucido) con la fonte luminosa aggiornata con una lampadina a led.

Oggetto di culto fin dagli anni ‘70, Chiara combina genialmente la sua semplicità progettuale dirompente – fu realizzata con un unico foglio di acciaio, tagliato e arrotolato in un cilindro – a una forma carismatica e fortemente evocativa: quella di una suora con un largo cappello monacale da cui si diffonde la luce. Non bastasse, Mario Bellini la chiama Chiara, come la santa di Assisi, fondatrice dell’ordine delle Clarisse, che abbracciò la povertà francescana.

Per Mario Bellini, architetto e designer fra le figure più influenti sulla scena creativa, grande sperimentatore e progettista intuitivo (otto Compassi d’Oro, 25 opere nella collezione permanente del MoMa, inventore della P101 per Olivetti - il primo personal computer - direttore di Domus ‘86-‘91 e tantissimo altro), fu il risultato di una ricerca iniziata nel ’68 con dei modelli di carta per una lampada dalla luce diffusa e riflessa in cui non si vedesse la fonte luminosa.

Nel libro “Il design spiegato ai bambini” (Bompiani 2018), Bellini racconta: “A me non piacciono le lampade che fanno vedere le lampadine, perché danno fastidio agli occhi. Allora ho sempre disegnato lampade come piacciono a me. Pensando prima a come fare la cosa giusta quando viene buio e poi alla forma da dare a questa luce. Così ho disegnato una lampada a forma di suora che fa uscire la luce dal suo cappello bianco “.
E ancora (dalla monografia Mario Bellini. Ediz. illustrata: Furniture, Machines & Objects a cura di Enrico Morteo, Phaidon 2015):
“È avvenuto tutto così (...), qualche strappo qua e là e il foglio avvolto intorno alla mia mano ha assunto, con la sua tridimensionalità, l’immagine che stavo cercando. I disegni sono arrivati dopo”.
Semplice (quando si è geniali)! Felici di riaverla a catalogo, tanti auguri a Chiara, a nome degli appassionati del grande design.

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