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  4. Chimera di Elena Salmistraro: oltre la ceramica

Collezione Chimera, design Elena Salmistraro 2020, Cedit.

| redazione designbest

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eggendario mostro della mitologia greca, la chimera - l’ipotesi assurda, il sogno vano - era una bestia con il muso di leone, il corpo di capra, la coda di drago e pure una testa caprina che fuoriusciva a metà tronco, grottesca e piuttosto spaventosa. Che cosa c’entra con la nuova collezione proposta da un’azienda che da sempre indaga i confini della ceramica e i suoi sconfinamenti nei territori dell’arte e del design, siamo andati a scoprirlo in anteprima.

  • Cos’è  Chimera è una nuova collezione di rivestimenti in gres porcellanato proposta da Cedit - Ceramiche d’Italia (made in Florim).
  • Cos’ha di speciale  La collezione Chimera racconta, attraverso segni grafici che sollecitano le nostre emozioni, una storia a capitoli con quattro racconti diversi dai nomi emblematici: Empatia, Radici, Ritmo e Colore. In ciascuno dei temi si combinano, mescolano e fondono parti originariamente incongruenti, come accade per l’animale mitologico. La carica simbolica si materializza attraverso un segno decorativo chiaro e deciso che coniuga estro creativo, rigore formale e astrazione concettuale.
  • Com’è fatto  Chimera è collezione di grandi lastre in gres porcellanato dalla vivacità cromatica inconsueta e decori in solco o rilievo che generano sensazioni tattili simili a minuti ricami per un inedito effetto stratificato. I suoi quattro soggetti miscelano diversi codici di tratto e di colore a ritagli derivati dall’aspetto superficiale di pietre, di tessuti e pellami in un carosello espressivo in cui gli intriganti innesti di figure sono amplificati dall’innovativa tecnica di lavorazione. La serie Empatia interpreta, attraverso il filtro di un’astrazione del tutto personale, il trucco di scena del clown reso dalla sovrapposizione di geometrie e immagini. Radici è una dichiarazione tribale, un tributo alla figura del costume rituale primitivo suggerito dall’interferenza di una sequenza di triangoli e rettangoli con un apparato di ritagli figurativi. Ritmo ha una suggestione di tipo tessile che omaggia Anni Albers, pioniera del Bauhaus, ed evoca le ritmiche alternanze dell’intreccio di materia filata, e, infine, in Colore il fondo puntinato generato da un software crea il contrasto con le sagome dal segno “analogico” ripetute nel disegno. Ogni serie della collezione è proposta in diversi colori e un elemento privo dei tratti ornati per potere abbinare superfici neutre ai disegni.
  • Di chi è l’idea  Chimera è un progetto di Elena Salmistraro, uno dei nomi della nuova generazione del design italiano. La carriera professionale dell’industrial designer milanese che spazia dall’illustrazione, al design e le arti visive, ha avvio proprio con la creazione di oggetti in ceramica, autoprodotti inizialmente. Il suo tratto stilistico è ben riconoscibile, estroverso e colorato, tanto ironico e allegro quanto concettuale per un linguaggio espressivo che vuole stimolare il nostro lato più emozionale. Vincitrice del premio Salone del Mobile Milano Award come “Miglior designer esordiente” nel 2017 e Ambasciatore del Design Italiano nel Mondo nel biennio 2017-18, Elena Salmistraro ha esposto in numerose, prestigiose gallerie e collabora con i più noti brand del design fra cui anche Alessi, Bosa e Vitra.
  • Ci piace perché…  Sicuramente a Elena Salmistraro la grinta non manca, e lo vediamo anche in questo progetto dall’intensa forza espressiva. Le quattro proposte elaborate per Chimera definiscono chiaramente il carattere di uno spazio, regalandogli, oltre ad un’immagine di grande effetto, anche una storia da raccontare e reinventare di giorno in giorno lasciando la fantasia libera di vagare nei suoi segni astratti.

 

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