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  4. Oro o bronzo: così le lampade del design si reinventano luxury

Lampada da tavolo Semplice 226, design Sam Hecht 2013, nuove finiture 2020, Oluce.

| redazione designbest

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asta a volte un leggero riflesso dorato che si riverbera nell’ambiente, una sfumatura morbida dall’effetto prezioso che aleggia e si diffonde nello spazio per contaminarlo e renderlo magico. È il prodigio dei metalli pregiati, simboli della ricchezza e del lusso per eccellenza, ma anche del sole, della luminosità e della gioia di vivere.
Inserirli nell’arredo è una questione delicata (il rischio del lusso grossolano è dietro l’angolo), ci vogliono misura e accortezza per impreziosire ed esaltare l’atmosfera con eleganza. Una regola “d’oro” (l’associazione è inevitabile) è di limitarci a piccoli tocchi, riservando le finiture preziose agli oggetti più piccoli della nostra casa, agli accessori, ai complementi d’arredo e soprattutto alle lampade, già di loro predestinate a risplendere e portare luce fra divani, poltrone, librerie e armadi o tavoli e tavolini.

A sperimentare con una minuziosa ricerca estetica la possibilità di impreziosire la finitura di alcune lampade di design nate alla loro prima edizione in una ristretta palette di colori, Oluce, un’azienda che con il suo fondatore Giuseppe Ostuni e il genio mirabolante del suo primo designer d’eccezione Joe Colombo ha fatto la storia dell’illuminazione moderna. 

A partire dall’iconica famiglia di lampade Colombo dei primi anni Settanta per arrivare ad una selezione di lampade prodotte di recente insieme ai designer Francesco Rota, Sam Hecht e Daniele Ruzza insieme con Silvana Angeletti, Oluce ha sviluppato nuovi smalti e finiture in oro satinato smaltato e bronzo anodizzato che giocano sul contrasto delle texture e dei colori e con le dinamiche che si creano nel connubio tra un design dalle linee essenziali e una finitura sofisticata ispirata al lusso. Per vedere l’effetto che fanno, siamo andati a scoprirle una per una nella loro nuova finitura.

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