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Editions Milano, servizio Circle - design Alessandra Facchinetti

| redazione designbest

L’

invito è implicito: iniziare la giornata con calma. La stilista Alessandra Facchinetti interpreta così il senso del tableware, nel servizio da tè e caffè Circle firmato per Editions Milano. Un modo per indagare il rituale della prima colazione (ma anche della pausa caffè o del tè con le amiche) e “chiudere il cerchio” in un equilibrio impeccabile di forma ed eleganza.

Sotto lo sguardo di Facchinetti l'art de la table diventa interprete di un vocabolario rigoroso ed essenziale, che sa essere, però, anche fortemente espressivo e persino poetico. Ispirata alla forma di un cerchio, la collezione Circle è composta da cinque pezzi in porcellana bianca (teiera, zuccheriera, tazza da caffè, tazza da tè e mug) che attraverso il manico tondo volutamente “esagerato” sprigionano un senso di armonia e quiete, rendendo subito più piacevoli i nostri piccoli rituali quotidiani.

Un invito alla pausa e alla riflessione, che rispolvera il piacere del vivere lento. “Credo che il cerchio rappresenti la forma geometrica perfetta in grado di conferire esteticamente un senso di calma” ha spiegato la stilista bergamasca che dopo aver lavorato per oltre 25 anni con le maggiori case di moda, da Miu Miu a Gucci, da Tod’s a Valentino, ora fa il suo debutto nel mondo del tableware. Anche se non è la sua prima esperienza nel design d’arredo (in passato ha disegnato tappeti e ha sempre curato gli interior dei suoi spazi domestici) Circle segna il suo debutto ufficiale nel design del settore.

Senza dubbio i manici coraggiosi e fuori scala di Circle hanno lasciato subito il segno, perché interpretano un materiale antico come la porcellana con una chiave assolutamente moderna, perché sono sproporzionati eppure armoniosi e perché sanno trasmettere quel senso di famiglia di cui ci piace circondarci, soprattutto a colazione. “Cercavo quell’elemento di disturbo che però creasse quell’armonia perfetta di forme” ha raccontato Alessandra Facchinetti parafrasando un concetto caro a Mendini che ripeteva: “per essere interessante, un oggetto deve contenere un errore e suscitare una reazione emotiva”. E aggiungeva “faccio in modo che l’uso dei miei oggetti, o anche lo sguardo su di essi, induca alla compostezza di un rito”.

E infatti è proprio su un rito, quello della colazione, che Alessandra Facchinetti si è concentrata. “Scelgo la tazza come scelgo di vestirmi, a seconda di come mi sento quel giorno. La mia preferita è stata disegnata negli Anni 60 da Gio Ponti: forma perfetta, essenziale, con solo due righe sottili rosse e oro ai bordi”. Semplice, ma di carattere, proprio come le tazze Circle, essenziali nella versione candida, ma con finiture diverse per la parte interna ed esterna e quel cerchio che calamita lo sguardo.

 

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