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Mario Bellini: Il design spiegato ai bambini

| redazione designbest

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i sono nuvole che fanno luce e divani che nascono da una bambola. Ma come si fa a spiegare a un bambino che cos’è il design? A rispondere ci ha pensato Mario Bellini, architetto e designer italiano otto volte Compasso d’Oro ADI, che a loro dedica il nuovo libro Il design spiegato ai bambini (Bompiani).

Il design “è il disegno di tutte le cose che ci circondano dentro i nostri cassetti, i nostri armadi, le nostre stanze, le nostre case e nelle nostre città” spiega Bellini, che per parlare di design ai più piccoli ha scelto oggetti e arredi di uso quotidiano, quelli che diamo per scontati e che spesso non ci fermiamo neanche a guardare.

E allora via libera a disegni, fotografie, illustrazioni (di Erika Pittis) che in un viaggio nel mondo della bellezza raccontano tra le pagine i progetti che l’architetto ha realizzato per i grandi del Made in Italy dalle lampade ai letti, dai rubinetti ai sedie.

“L’idea che dagli anni Quaranta e Cinquanta nasca una cosa chiamata design è divertente, ma non m’incanta” ha spiegato Bellini. “I mobili, le forchette, le sedie, le case si fanno da quando l’uomo esiste. Ma oggi è invalso questo modo di dire di design. Questa è una forchetta di design, questo è un bicchiere di design. Io lascio dire, poi chiedo: Dimmi brevemente come si distingue una caffettiera di design da una normale. Tutti si perdono in un gomitolo di contraddizioni sempre più contorte, finché troncano dicendo vabbè hai capito. Lo faccio anche con le commesse, chiedo sempre perché un macinapepe è di design e mi diverto un mondo!”

Nel suo libro illustrato, Bellini cerca di spiegare in modo semplice che cos’è, infine, questo design e lo fa tornando lui stesso bambino, quando a otto anni costruì la sua prima casa di mattoni in miniatura. Basta sfogliare le prime pagine per trovarsi immersi nel mondo di questo grande architetto e cogliere gli aspetti nascosti del suo lavoro: capire da dove trae l’ispirazione, stupirsi con lui del quotidiano e imparare a guardare con occhi nuovi ciò che ci circonda.

Perché “a tutti piace l’idea di disegnare il mondo, le cose. Basta guardarsi intorno e le idee sono lì, appese, come me su un albero. Bisogna allungarsi, staccarle e prenderle”. E chi meglio di un bambino sa cogliere la sorpresa ed esercitare, con naturalezza, lo stupore? Allora proviamo ad “allenarci” insieme ai più piccoli: riusciremo a comprendere, finalmente, la vera essenza del design.

  

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