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  4. All’arredo bagno i padiglioni 29-30. Francesco Di Gregorio racconta il progetto del nuovo quartiere fieristico

BolognaFiere: Mall - (Di Gregorio Associati Architetti)

| redazione designbest

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ra le diverse novità attese per l’edizione prossima di Cersaie, una su tutte desta grande attesa e curiosità: l’inaugurazione dei padiglioni 29-30, primo tassello del grande progetto che investe il quartiere fieristico. A muoverne le fila lo studio Di Gregorio Associati, attivo da oltre 30 anni su scala internazionale in progetti che spaziano dalla pianificazione urbana, alla progettazione paesaggistica e dell’infrastrutture, sino all’interior design. A fornirci qualche anticipazione di un progetto seguito da tempo con grandi aspettative, l’arch. Francesco Di Gregorio, che con gli architetti Gianni Di Gregorio e Francesco Musetti, condivide la guida del prestigioso studio avvalendosi per il progetto di Bologna Fiere della consulenza scientifica del Maestro dell'architettura ticinese Aurelio Galfetti, del Prof. Gabriele Cappelato e dell'Ing. Massimo Majowiecki.

 

 

Arch. Di Gregorio, cosa accoglierà a settembre il pubblico che visiterà Cersaie?

“Ad accogliere i visitatori il prossimo settembre è il primo step di un progetto di riqualificazione ed ampliamento di grande respiro che interessa il quartiere fieristico, di cui è previsto il completamento entro il 2024. Un progetto che, nel suo insieme, non annulla ma anzi instaura una relazione dialettica e di confronto con il progetto di Benevolo/Giuralongo/Melograni, anche valorizzando alcune qualità spaziali preesistenti. Il nuovo impianto è definito dall’inserimento di nuovo asse di percorrenza -nord sud- che attraversa tutto il quartiere, rigenerandolo sia nelle volumetrie esistenti che quelle di nuova edificazione. Questa grande strada urbana- il mall- farà da raccordo non solo ai servizi di supporto alla manifestazione ma è di fatto lo scheletro portante sul quale vanno ad innescarsi anche i nuovi padiglioni, contenuti comunque all’interno dell’attuale perimetro. Eccetto a nord, testa terminale di quest’ asse ideale, che qui esce ridisegnando l’accessibilità più pesante, quella dalla tangenziale e dal parcheggio Michelino, creando un hub funzionale di accoglienza. A settembre vedremo completato un primo blocco di quest’asse che già consente la chiusura del circuito distributivo -inizialmente previsto dal progetto del Benevolo e mai interamente realizzato - per una percorribilità completa della fiera”.

 

Quali gli obiettivi sui quali insiste il progetto?

“Il progetto, attraverso una visione territoriale di ri-connessione del quartiere fieristico con il tessuto urbano circostante, si è mosso dall’ambizione di creare in primis miglior gestione dell’accessibilità e della logistica, nonché un’evoluzione delle strutture espositive, reinterpretate da noi quali “grandi vuoti” di cui poter gestire l’organizzazione spaziale con grande flessibilità a seconda dei diversi eventi fieristici ospitati e relative necessità. Altro obiettivo è quello di creare una percorribilità e permanenza piacevole, attraverso interconnessioni fruibili e luminose, adatte ad accompagnare le attività umane che vi sono destinate. Il mall, nuovo asse di connessione, è protagonista in questo ruolo: qui il tema dell’incontro si declina in pause e luoghi di sosta, per scambiare merci o pensieri, e per ospitare occasioni espositive di diversa natura. Il giardino d’inverno, i bracci, i momenti introdotti dal mall, ne fanno dunque non solo arteria di collegamento ma primo generatore di una fruizione piacevole.”

 

Ci può svelare qualche dettaglio progettuale?

“Fra gli elementi cardine del progetto vi è senza alcun dubbio la luce ed il suo uso nel caratterizzare gli spazi. La luce naturale illumina naturalmente il mall inondandone gli spazi, grazie all’utilizzo di superfici trasparenti. Nei padiglioni, invece, la luce -sempre naturale- è generata dall’utilizzo di superfici traslucide che regalano una diffusione omogenea ed un impatto luminoso di particolare morbidezza. La luce diffusa attraverso la struttura portante è dunque matrice che rigenera tutto il percorso, nel mall come nei padiglioni, lungo le travature laterali. Travature che inglobano anche gli impianti e il corridoio di manutenzione, per una manutenzione facilitata da parte del gestore con efficienza e risparmio energetico”.

In ultimo, come anticipavo, elemento di grande novità è insito nella stessa struttura dei padiglioni concepiti quali grande agorà a campata unica di 72 m, che consentiranno stand su più livelli, con totale libertà di composizione. Come potremo vedere nel primo allestimento ospitato al debutto, quello dedicato all’universo dell’arredo bagno, la cui visita sarà certamente arricchita da una nuova qualità spaziale.”   

    

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