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Cersaie 2018: The Sound of Design (set contract: teatro)

| redazione designbest

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iunta alla V edizione, la mostra collettiva promossa da Cersaie è un vero e proprio must della manifestazione bolognese, un appuntamento da non perdere per visitatori professionisti quanto per il pubblico che sempre più numeroso accede alla fiera. Occasione che crea percorsi di approfondimento indispensabili a regalare una visione del prodotto filtrata da inediti punti di vista, che offrono riflessioni e terreno fertile per ogni professionalità legata al mondo del progetto.

Anima e deus ex machina ne sono un’accoppiata di creatività, Angelo Dall’Aglio e Davide Vercelli, che anche quest’anno hanno raccolto la sfida di offrire al pubblico un evento che unirà utilità e piacevolezza. A regalarci un commento in anteprima, Angelo Dall’Aglio, architetto e designer.   

 

Angelo Dall’Aglio: dove nasce l’idea creativa di The Sound of Design?

“La mostra è nata sulla scia dell’esperienza dello scorso anno, di rottura rispetto alle mostre precedenti. Nel 2017 abbiamo trattato il tema della luce prendendo spunto da una trasmissione iconica –Milleluci-, di riferimento negli anni 70- trasmissione che si rifaceva in ogni puntata al cinema, alla televisione, alla musica. Per questa matrice d’ispirazione, è stata una mostra più “pop” delle precedenti, e forse anche per questo maggiormente apprezzata ed efficace. Abbiamo scelto di ripercorrere la stessa linea raccontando quest’anno un tema per noi chiave: le diverse contaminazioni fra musica e design”.

 

Che rapporto c’è fra musica e design?

"Entrambe nascono da un atto creativo, in un dato momento storico e da un‘emozione.

Vengono “date al mondo” e ognuno poi le legge a modo suo, catalizzando altri stimoli, altri ricordi. Non vi è nulla infatti di più evocativo della musica e della parte musicale dei nostri ricordi che rende ogni associazione fra musica e un dato momento, immediata. Musica e design sono in giro per il mondo, abbattono barriere e sono generatici di altre idee. In stretta relazione, negli anni si sono influenzate vicendevolmente. Pensiamo in tal senso a quanto il Design abbia contribuito alla diffusione della musica attraverso la progettazione di strumenti e apparati riproduttori. E viceversa, si pensi alla bocca dei Rolling Stone, piuttosto che a quella di Gufram che traggono ispirazione al divano di Dalì. Colori, frequenze, musica e progetto hanno determinato nel tempo spazialità, idee quanto usi e costumi”.

 

Perché la mostra si rifà agli anni 73-86?

“Abbiamo scelto come riferimento un periodo molto particolare, dal 76 all’83, perché in quegli anni vi è stata massima contaminazione e creatività. Si pensi al fiorire di nuovi generi musicali, nati tutti contemporaneamente (punk, elettronica, ska, metal) e al fatto che ad ogni genere corrispondesse un preciso genere sociale. Era una società variopinta, nonostante fossero anni anche duri e di lotta sociale, ma piena di creatività. E questo mix, si sa, è l’humus ideale per nuove idee”.

 

Che cosa racconterà la mostra?

“Anche quest’anno il pay off è Italian Style Contract poiché da sempre desideriamo andare oltre il prodotto, raccontando la nostra capacità tutta italiana di vedere oltre le cose e di saper scegliere. Un insieme difficilmente imitabile, che ci contraddistingue nel mondo, capace di offrire grandi suggestioni da potersi portare a casa e da far confluire in progetti diversificati che vanno dal resort alla spa, all’hotel di lusso. Più delle metà dei visitatori sono infatti professionisti stranieri che hanno bisogno di stimoli dati dal mix di prodotti messi in scena, oggetti e produzioni anche inedite. Il nostro fine non è nostalgico, ma è piuttosto quello di mostrare come alcune serie in produzione possano vivere in contesti differenti. E sia trasversale, perché il design di qualità è come la musica senza tempo, abbatte le barriere”.

 

Quale percorso accoglierà il pubblico?

“Il percorso declina l’Italian Style attraverso 10 set contract, dalla biblioteca alla stanza d’hotel con spa, dal teatro alla sala d’incisione, etc. Ogni set avrà un video wall di 3x2 metri con una selezione di video clip del periodo storico allestito. Un percorso dunque particolarmente immersivo e coinvolgente. In un set vi sarà anche una radio, che ci accompagnerà in diretta, con un dj set in una delle serate. Creeremo così un piccolo Studio 54.”

 

In sintesi, cosa si porterà a casa chi visiterà The Sound of Design?

“Felicità, divertimento e bellezza. Una fiera moderna credo debba essere una piattaforma culturale oltre che commerciale, un palinsesto televisivo, innanzitutto emozionale, non solo volta a risolvere i problemi di ogni visitatore”.

 

Dove e quando:
Cersaie - Hall 30
Bologna, quartiere fieristico
dal 24 al 28 settembre 2018 
orario: lun-gio 9,00 - 19,00 / ven 9,00 - 18,00

  

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