1. Home
  2. Speciali
  3. Speciale Cersaie #19
  4. Costruire, Abitare, Pensare. La cultura come chiave di lettura del presente

Cersaie 2019: Costruire, Abitare, Pensare

| redazione designbest

C

ontinua con successo l’avventura culturale targata Cersaie rappresentata dal programma Costruire, Abitare, Pensare, giunto alla sua 11° edizione.

Un programma che, negli anni, ha saputo analizzare e indagare le infinite declinazioni contemporanee dell’Abitare e dei luoghi che lo rappresentano, passando dalla scala privata alla dimensione urbana e metropolitana in un approccio integrato, teso a dare una lettura coerente della complessità e della frammentarietà del mondo attuale. 

Tutto attraverso la testimonianza dei grandi protagonisti del dibattito internazionale del progetto, con le loro visioni, le loro proposte, le loro opere. 

 

Quest’anno il parterre di ospiti vanta presenze prestigiose. Come prestigiosi sono i contenuti proposti nel ciclo di conferenze e incontri che animeranno le giornate di Cersaie 2019.

Il fil rouge che ‘accomuna’ le diverse personalità presenti è rappresentato dalla ricerca - seppure con codici espressivi diversi e peculiari per ognuna - di soluzioni architettoniche basate su parametri di economicità, sostenibilità, versatilità.

 

 

È l'architetto cileno Felipe Assadi il primo a inaugurare il ciclo di conferenze che si terranno presso la Galleria dell'Architettura in occasione del Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, in programma dal 23 al 27 settembre 2019 a Bologna.

Nato a Santiago del Cile nel 1971, si è laureato in architettura alla Finis Terrae University e ha conseguito un Master in Architettura della Pontificia Università Cattolica del Cile. Dal 2011 è Preside della Facoltà di Architettura e Design dell'Università Finis Terrae. Il suo lavoro si sviluppa Cile, Messico, Guatemala, Perù, Porto Rico, Venezuela, Stati Uniti, Ecuador e Colombia. Il filo conduttore dei suoi lavori è l’utilizzo di materiali economici, facili da reperire, da trasportare, che possono essere smontati e assemblati in poco tempo. Tra le sue opere più innovative, la "Casa Remota", in Cile, una casa di 80 metri quadri che si può montare e smontare in sole 6 ore di lavoro e la "Casa 20x20", sempre in Cile, basata sulla modulazione di una piastrella di ceramica

Anupana Kundoo è la seconda protagonista del programma culturale Cersaie. Architetto di fama internazionale, classe 1967, nata a Pune in India, vanta una pluripremiata carriera segnata dalla ricerca e dalla sperimentazione di architetture a basso impatto ambientale ‘coerenti’ al contesto socio economico per cui sono state concepite e realizzate.  È sulla sua poliedrica e cosmopolita esperienza professionale - dalla scala residenziale a quella urbana e metropolitana - che è incentrato l'incontro Economia e sostenibilità nell’architettura di Anupama Kundoo, raccontata dalla viva voce della protagonista. Una esperienza che condensa in una visione integrata tra ‘costruito e territorio’, la realtà dei fenomeni di crescita urbana alla luce dei cambiamenti climatici.

Sempre dall’America Latina giunge una delle personalità più note e attive intorno al dibattito sull’Architettura contemporanea: l’argentino Emilio Ambasz.

Precursore dell’architettura green, vanta una carriera cinquantennale passata tra l’organizzazione di mostre al MOMA di New York tra cui la leggendaria “Italy – The new Domestic Landscape” del 1972 che sancì il primato internazionale del design italiano e l’insegnamento alla School of Architecture della Princeton University e alla Hochschule für Gestaltung di Ulm, in Germania. Lo stile distintivo di Ambasz è la celebrazione della tecnologia unita al desiderio del ritorno alla natura, in una commistione assolutamente originale e unica nei risultati. Tra i suoi progetti di architettura figurano il Grand Rapids Art Museum in Michigan, vincitore del 1976 Progressive Architecture Award; la Casa de Retiro Espiritual a Cordoba, in Spagna, vincitrice del Progressive Architecture Award del 1980; il Conservatorio del Centro botanico di San Antonio in Texas, vincitore del 1985 Progressive Architecture Award. Ha conseguito numerosi brevetti di progettazione industriale e meccanica, e la sedia Vertebra, disegnata insieme a Giancarlo Piretti, è inclusa nelle Collezioni di design del Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York. Innumerevoli le onorificenze ed è stato vincitore di 3 Compassi d’Oro. 

Sul tema della tecnologia digitale applicata al mondo produttivo, ai materiali e alla flessibilità progettuale degli spazi architettonici, i protagonisti chiamati a parlarne sono Dominique Jakob e Brendan MacFarlane dell’omonimo studio di architettura parigino.

I loro progetti principali includono il Ristorante Georges all’interno del Centre G. Pompidou a Parigi (2000), la ricostruzione del teatro di Pont-Audemer in Normandia (2001), la biblioteca Florence Loewy Books des Artists a Parigi (2001), I Docks di Parigi (2008), il Cube Orange (2010) e la sede di Euronews a Lyone (2014). 

A maggio 2019 hanno vinto due progetti nell’ambito del concorso internazionale di architettura “Reinventing Cities”, lanciato nel 2017 da C40, il network globale di metropoli costituito per affrontare il climate change.

A chiusura dell’intenso calendario culturale della settimana fieristica, il dialogo tra Alberto Ferlenga (Rettore dell’Università IUAV di Venezia) e Giovanni (fotografo e fotoreporter di fama internazionale nel settore dell’architettura) sul Cimitero di San Cataldo (Modena) realizzato da Aldo Rossi, Premio Pritzker nel 1990. Un incontro che chiude il workshop di fotografia “Spazi Sacri” iniziato a fine maggio in collaborazione con Casabella Formazione.

 

condividi su: