1. Home
  2. Store & Eventi
  3. Eventi
  4. 10.000 oggetti che fanno casa

KATALOG - photo: Barbara Iweins

| redazione designbest

"S

peravo di dire addio a molte cose, ma alla fine ho solo scoperto di amarle di più”. Esordisce così Barbara Iweins, fotografa belga che ama studiare la fragilità umana, per spiegare il suo ultimo progetto fotografico nato quasi per caso.
A chi non è mai capitato di vivere il trambusto e la fatica di un trasloco? O semplicemente di ritrovarsi in quella fase fatidica del “facciamo ordine e liberiamo un po’ casa”? Ebbene, Barbara nella sua vita si è trasferita ben 11 volte. E ogni volta l’ha fatto sentendosi “terrorizzata dalla quantità di cose che dovevo mettere in valigia”. Ed è proprio osservando tutti quegli oggetti che la circondavano che è nato KATALOG: un lavoro intenso durato ben due anni che riflette sul concetto di gratificazione istantanea che certi oggetti scatenano.

Avete mai pensato quante cose possediamo e ci sono tra i nostri scaffali, o custoditi nei cassetti o negli armadi? Barbara è arrivata a quota 10.532: questo, infatti, è il numero di oggetti che la fotografa ha immortalato in casa sua lavorando senza sosta per 15 ore a settimana. Quello che ne è scaturito è Katalog, un vero archivio fotografico domestico che classifica tutto ciò che possiede, diviso per materiale, colore, frequenza d’uso e valore emotivo.

"Nell'aprile 2018, quando ho aperto le ultime scatole del trasloco (l'undicesimo), mi sono dovuta confrontare ancora una volta con tutte le cose che possiedo” racconta Barbara nel suo sito. “Mi sono interrogata sulla mia folle e irrazionale mania di accumulare e sulla relazione che ho con gli oggetti che mi circondano".

Da lì è nata l’idea di Katalog. "Stanza dopo stanza, piano dopo piano, ho fotografato ogni oggetto della mia casa per avere una visione completa, senza limitazioni” racconta l’artista, che ha trovato un modo inedito per ragionare sul concetto di consumismo, in una specie di rituale non stop che inaspettatamente ha dato nuova vita agli oggetti del quotidiano.

Con precisione meticolosa, segnando con i post-it gli oggetti già fotografati, Barbara ha messo a soqquadro la sua casa per creare il suo inventario di colori, emozioni, materiali e sentimenti. “Nel tempo mi sono resa conto che la maggior parte dei miei beni sono più fonte di confusione che di piacere" ha spiegato Iweins. “Sento poco attaccamento a loro, ma allo stesso tempo, isolando gli oggetti che compro (anche il più ordinario) e classificandoli secondo criteri specifici, ho restituito loro un po' di importanza.”

E così Katalog da esperimento quasi ludico si è trasformato in un vero progetto visibile online (sul sito http://katalog-barbaraiweins.com/#images) e che la fotografa si augura di tradurre presto in una mostra aperta al pubblico. Per aprire insieme una riflessione sul consumismo, ma anche sul valore simbolico di quegli oggetti feticcio da cui, nonostante i buoni propositi, non riusciamo mai a staccarci. Come ammette la stessa Barbara quando dice: “la mia casa ora può prendere fuoco, posso trovarmi per strada ... finché avrò i miei 3 bambini in tasca e il mio KATALOG sotto il braccio, penso che ce la farò”.

 

SFOGLIA LA GALLERY

condividi su: