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  4. Al museo il design si tocca con mano
| redazione designbest

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i chiama Museo Tattile Statale Omero il museo di Ancona che, già dal nome, fa intuire che qui l’arte si può e si deve toccare con mano. Nato come museo per i non vedenti (ma aperto a tutti), il museo Omero racconta gli aspetti più intimi ed emozionali delle opere d’arte con percorsi multisensoriali e interattivi che stimolano tutti i sensi, a partire dal tatto.

Una sorta di “casa” dove sperimentare ed esplorare gli oggetti esposti per scoprirne tutta la bellezza in piena libertà. Oggi questa casa apre le porte a una nuova sezione, la Collezione di Design, ovvero una selezione di oggetti iconici che hanno segnato la storia della progettazione italiana e dell’eccellenza Made in Italy.

Curata e allestita da Fabio Fornasari, uno dei maggiori esperti in Italia nell’allestimento espositivo e nell’accessibilità alla cultura, la nuova sezione dedicata al design include 32 icone riconosciute dal Premio Compasso d’oro, che si raccontano in relazione con il nostro quotidiano. Gli oggetti diventano così testimoni delle vicende del passato e del presente, in un allestimento che ne sottolinea il valore attraverso un’esperienza emotiva e immersiva. Ai trentadue oggetti scelti dal curatore, infatti, corrispondono altrettante opinioni su come abitare il pianeta: trentadue, come le Variazioni musicali Diabelli di Beethoven ‒ omaggio alla passione per la musica classica di Aldo Grassini, presidente del Museo Omero ‒ perché ogni oggetto ha il suo rumore, ovvero la sua impronta narrativa sonora.

Sono proprio le diverse sonorità, studiate dal sound designer Paolo Ferrario e accompagnate dalle parole della docente di Design al Politecnico di Milano Chiara Alessi, a svelarci la storia e le peculiarità dei pezzi esposti, attraverso l’innovativo sistema di audioguida con tecnologia Bluetooth.

“Le cose hanno attitudini che ci somigliano e noi somigliamo alle cose; ci danno un’impronta, ci permettono di portare a casa un certo comportamento” ha spiegato l’architetto Fornasari. Ecco perché per capire fino in fondo un oggetto bisogna toccarlo con mano, ruotarlo e spostarlo nel museo, come in una casa.

Un’occasione unica, insomma, per chi finora ha solo sentito parlare di questi oggetti, ma anche per chi ha avuto l’opportunità di osservarli e ammirarli mille volte, ma vuole scoprirli con un “occhio diverso”.

"Le cose ci parlano attraverso i loro linguaggi che non sono necessariamente visivi e che agiscono anche sulle nostre emozioni” suggerisce Fornasari. “Come per l'arte anche il design è una ricerca continua che opera nella forma, nel contenuto e nella materia”.

Ecco allora che gli oggetti si fanno protagonisti di un viaggio, che passa dai negozi e arriva alle case: la confezione diventa essa stessa un elemento scenografico e narrativo dell’allestimento, diviso secondo le piccole e grandi rivoluzioni del quotidiano, nate proprio dal design. 

Si passa dall’iconica macchina da scrivere Valentine della Olivetti che ha portato l’ufficio persino nei parchi, al mitico telefono Grillo da afferrare con una sola mano, dalla prima radio a batterie Cubo di Brionvega, all’intramontabile caffettiera Moka di Bialetti, simbolo per eccellenza della memoria collettiva italiana, fino ai mocassini con i gommini Tod’s, che hanno reso le calzature di lusso anche comode.

Piccoli e grandi oggetti che nello speciale spazio "Fuori tutti” sono esposti, in formato miniatura, per essere manipolati e studiati con calma; una stanza per tutti, silenziosa e tranquilla, da provare assolutamente per cogliere nuovi e inediti punti di vista e capire, fino in fondo, il senso delle cose.

Dove: Museo Tattile Statale Omero, Mole Vanvitelliana, Banchina Giovanni da Chio 28, Ancona

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