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  4. Enzo Mari ci saluta con una mostra

Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist with Francesca Giacomelli (courtesy Triennale Milano)

| redazione designbest

E

nzo Mari, uno dei più grandi maestri italiani del design del ‘900, ha lasciato la scena a 88 anni, subito dopo l’inaugurazione della sua mostra alla Triennale di Milano.

Questo straordinario progettista e artista tra i più importanti autori e teorici del design, è morto il 19 ottobre 2020, proprio a ridosso dell’apertura di Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist with Francesca Giacomelli, l’inedita mostra dedicata alla sua carriera e al suo pensiero che ci racconta oltre 60 anni della sua attività progettuale attraverso quegli oggetti, modelli, disegni e materiali che provengono dall’immenso Archivio Mari, recentemente donato al CASVA – Centro di Alti Studi sulle Arti Visive del Comune di Milano.

Un lascito preziosissimo che testimonia la straordinarietà di questo designer cinque volte Compasso d’Oro ADI, capace di passare con disinvoltura dall’arte al design, dall’architettura alla filosofia, dalla didattica alla grafica. “Ciao Enzo. Te ne vai da Gigante” ha scritto Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano sul suo profilo Facebook. E infatti la carriera di Mari è costellata di prodotti di successo (dalla sedia Delfina di Rexite premiata nel 1979 con il Compasso d’oro, alle posate Piuma disegnate per Zani&Zani, dallo spremilimoni Squeezer di Alessi all’appendiabiti Togo di Magis, dall’iconico calendario Formosa al vassoio Putrella progettati per Danese, tanto per citarne alcuni). Ma è segnata anche da una lunga e importante attività di teorico: protagonista fin dagli anni Cinquanta nei movimenti di avanguardia, Mari ha dato vita a una sua personalissima teoria-filosofia del design, indagando dall’interno le dinamiche formali, estetiche, funzionali e processuali. 

“Mari non è un designer” aveva dichiarato un altro maestro del design italiano, Alessandro Mendini “se non ci fossero i suoi oggetti mi importerebbe poco. Mari invece è la coscienza di tutti noi, è la coscienza dei designers, questo importa”.

Docente, attivista politico, creativo e visionario, Enzo Mari è stato senza dubbio un punto di riferimento per il mondo del design (i suoi testi teorici hanno formato intere generazioni di designer), a cui ha dato un contributo altissimo con le sue forme asciutte, ma poetiche e il suo uso sapiente e razionale dei materiali. Basti pensare al sodalizio con Danese Milano, che ha portato il brand a un processo di sperimentazione rivelatosi subito vincente (con prodotti e progetti divenuti presto vere icone).

Osare, sperimentare, divertirsi: questo era il progetto di Mari, come si coglie bene nella mostra Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist with Francesca Giacomelli, articolata in una sezione storica a cura di Francesca Giacomelli e in una serie di contributi di artisti e progettisti internazionali, da Nanda Vigo ad Adrian Paci, da Mimmo Jodice a Barbara Stauffacher Solomon e tanti altri. L’idea, spinta dalla direzione artistica di Lorenza Baroncelli, era quella di rendere omaggio a un grande maestro con installazioni site-specific e lavori studiati ad hoc che ora suonano, tra i suoi progetti esposti nella Triennale, come un doveroso e sentito “grazie maestro”.

 

Dove: Triennale Milano, Viale Emilio Alemagna, 6

Quando: fino al 18 aprile 2020 

 

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