1. Home
  2. Store & Eventi
  3. Eventi
  4. Florence Knoll, storia di una leggenda
| redazione designbest

N

on sono una decoratrice, diceva… ed è diventata una leggenda.
Florence Knoll, un architetto visionario, una pioniera del design moderno, che ha rivoluzionato case e uffici di intere generazioni del dopoguerra americano ed europeo trasformando la mera decorazione degli interni in autentica architettura degli spazi, ora - a centouno anni - se n’è andata per davvero. Avevamo ormai perso il conto dei suoi anni, perché Florence Knoll era già entrata nella leggenda da tempo, da quando nel 1965, a soli quarantotto anni e dopo consensi strepitosi, si era inaspettatamente ritirata dalle scene, lasciando che a brillare nel firmamento del design fossero solo i suoi progetti d’interni. Creati nell’arco di soli vent’anni, sono stati un meraviglioso e intenso lampo nella sua lunga vita, costellata da immani tragedie e grandissimi successi.

Unica figlia di una famiglia umile, orfana di padre e madre a soli dodici anni, Florence (Schust da nubile) è affidata a un tutore. A dare una svolta alla sua vita, sarà l’incontro con Eliel Saarinen, il progettista del campus della scuola a Bloomfield Hills in Michigan, i cui edifici l’affascinavano ben più delle lezioni. Saarinen, anche direttore della contigua Cranbrook Academy of Art dove Florence (compagna di studi di Harry Bertoia) prosegue gli studi, la prende sotto la sua ala protettrice. La incoraggia a frequentare dapprima la Columbus University a New York e in seguito a trasferirsi a Londra all’Architectural Association. Nelle estati visita l’Europa insieme alla famiglia di Saarinen. In Finlandia, la loro terra d’origine, conosce Alvar Alto e le sue famose architetture. Durante questi viaggi diventerà grande amica di Eero, figlio di Eliel Saarinen, con cui in seguito realizza alcune delle più iconiche collezioni di arredo di Knoll come le sedie Tulip, i tavoli Saarinen, le sedute Womb.

Quando lo scoppio della 2. guerra mondiale costringe Florence a rientrare negli Stati Uniti, Eliel la introduce a due immigrati d’eccezione: Walter Gropius e Marcel Breuer, fuggiti precipitosamente dalla Germania (attraverso l’Inghilterra) alla chiusura del Bauhaus da parte del regime nazista. Dopo un breve tirocinio nel loro studio newyorchese, sceglie Chicago per concludere i suoi studi. Non a caso, ovviamente, perché all’IIT (allora Armour Institute of Chicago) insegnava Mies van der Rohe, anche lui fuggito dalla Germania nazista. In pochi anni, Florence era riuscita ad incontrare i più grandi maestri dell’architettura moderna.

Laureata nel ’41 a ventiquattro anni, due anni dopo entra full time nell’azienda di mobili moderni trasferita dalla Germania a New York dal giovane Hans Knoll e ne diventa ben presto responsabile degli interni. I tempi sono duri e cupi, non ci sono materiali a parte il legno e anche i tessuti sono difficili da trovare. Così, con la sua genialità pratica, Florence convince Hans a puntare su linee essenziali e semplici colori brillanti, ma non solo. Per i progetti degli arredi lo persuade a chiamare i tanti, importanti architetti che conoscono, offrendo loro i credits (i loro nomi sulle collezioni) e, novità assoluta, delle royalties sulle vendite. Nasce così la Knoll Associates, Inc., siamo nel 1946 e la guerra è finalmente, davvero finita. E, come nelle storie più belle, pochi mesi dopo Hans Knoll e Florence Schust si sposano, presto avranno due figli.

La sua nuova vita da imprenditrice di Florence è all’insegna della ricerca e dell’innovazione. Crea la Knoll Planning Unit (KPU), la sezione di progettazione in cui con altri architetti e interior designer elabora i progetti sempre più importanti e complessi che vengono affidati a Knoll. Nelle foto d’epoca la vediamo, unica donna fra tanti uomini, gestire le riunioni.

Per rendere più comprensibili le sue idee ai clienti, Florence è fra i primi ad utilizzare un approccio sensoriale. Inventa i suoi celebri paste ups, dei piccoli collage plastici realizzati con carta, materiali, tessuti e colori degli arredi che trasmettono un immediato effetto d’insieme dello spazio arredato.

E se da un lato i suoi top design, le archistar, creavano i pezzi iconici per soddisfare appieno le richieste dei clienti, mancava sempre qualche pezzo funzionale: “Succedeva che per un progetto mi serviva un pezzo che non esisteva, così lo disegnavo io”. Semplice e chiaro, come i suoi prodotti.
Nel ’47 nasce la sezione del tessile, la Knoll Textiles, e si inaugurano negli USA e in Europa una serie di showroom progettati dalla stessa Florence, che, anziché essere degli spazi di vendita, sono dei veri e propri modelli di estetica. Un’altra innovazione che avrebbe fatto epoca.

Il sodalizio professionale e sentimentale di Florence e Hans funziona alla meraviglia, il brand è in piena espansione e nel ’51 si trasforma in Knoll International. Campagne pubblicitarie raffinatissime, manuali di stile, mostre prestigiose, un abile talent scouting e intuizioni geniali come l’acquisto delle licenze di pezzi che avrebbero fatto la storia del design, dalle sedie Barcelona (Florence riuscì a convincere Mies van der Rohe a cedergliele!), Diamond, Bertoia, al tavolo Cyclone tuttora in produzione, consacrano definitamente l’azienda.
E arriva, purtroppo, il 1955. In un viaggio di lavoro a Cuba, Hans Knoll muore in un tragico incidente d’auto. Florence prende in mano l’azienda. Non sapremo mai quanto le sia costato, di fatto Florence riesce, a discapito degli scettici, ad aumentare il business e a guidare Knoll nei più grandi progetti mai gestiti dall’azienda, come il General Motors Company Technical Center a Warren e il Connecticut General Life Insurance Company.
Fra i tanti progetti arriva anche l'incarico di disegnare gli uffici e la lobby della First National Bank of Miami. Durante i suoi soggiorni in Florida per i lavori, Florence conosce il banchiere Harry Hood Bassett. Lo sposerà nel 1958 e da quel momento si susseguono di anno in anno i passi che da New York (e da Knoll) la portano verso una nuova vita a Miami. Nel ‘59 vende la sua azienda, nel ‘60 lascia la presidenza e nel 1965, a quarantotto anni, dà l’addio definitivo al frenetico mondo del business americano e si ritira in Florida dove lavora occasionalmente a progetti privati e si dedica alla sua grande famiglia, ai due figli avuti da Hans Knoll e ai tre da Harry Bassett.
Nel 1991 perde Harry e porta avanti la sua fondazione, la Bassett Foundation creata dal marito per la conservazione del territorio. Ed era già un’anziana signora quando nel 2002, a ottantacinque anni, è stata insignita dal presidente degli Stati Uniti con medaglia del National Endowment for the Arts per il suo contributo all’architettura e al design.
Per noi la sua stella brillava da tempo, e non solo per il talento, per l’innovazione e il genio, ma anche perché è stata una donna che ha saputo gestire con coraggio ed energia le mille difficoltà della sua vita senza mai arrendersi. Trovando sempre una soluzione.

“Schu” Florence Knoll Bassett
24 maggio 1917, Saginaw, Michigan – 25 gennaio 2019, Coral Gable, Florida

Photo credits: Courtesy of Knoll

condividi su: