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Form of Movement by Nendo

| redazione designbest

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a personale di Nendo, icona indiscussa del design contemporaneo, è uno di quegli appuntamenti che al Fuorisalone non si possono proprio perdere. E che non deludono mai. 

Form of Movement, la mostra in corso al Superstudio Più, presenta 10 progetti unici e visionari che hanno fatto del movimento un nuovo linguaggio concettuale. Dieci le aziende giapponesi coinvolte che sperimentano con Nendo materiali all’avanguardia e trasformano oggetti del quotidiano in “illusioni reali”: dalla cerniera lampo da aprire con una sola mano al foglio di carta che arrotolato diventa una torcia.

Partendo dall’uso dell’oggetto, dal suo materiale e dal processo produttivo che l’ha creato, Nendo ci trasporta in un labirinto misterioso ed essenziale, dove candidi grafismi stilizzati tracciano il percorso su pareti nere e ci accompagnano in ambienti disegnati da luci e atmosfere oniriche, intime e suggestive.

Oki Sato, frontman dello studi Nendo, ancora una volta mette in gioco il suo design minimal, essenziale ed elegante e tra spunti ironici e citazioni colte trasforma la semplicità del quotidiano in piccoli attimi di magia.

Lo spazio di oltre 800 metriquadrati si divide in 10 concept che mandano in scena un balletto sinuoso di modelli, prototipi, bozze e proiezioni immaginifiche e raccontano il processo creativo del designer in un’atmosfera rarefatta.

Leggerezza e forza comunicativa si alternano in un design che sfocia nella poesia pura e noi, racchiusi in cubi neri e bui, viviamo dieci storie raccontate dai singoli progetti-oggetti che man mano vengono illuminati. Si parte da sette sfere candide che scomponendosi si svelano perfetti portagioie: sono in fluoropolimero, un materiale che si preme, slitta, si tira, ruota, si apre a ventaglio e si solleva senza mai perdere il colore etereo, la superficie umida e il peso simile a una pietra.

Nella seconda stanza, invece, sono le cerniere lampo ad essere protagoniste assolute di una scenografica quanto inaspettata coreografia: intersezioni, aperture, doppi e tripli movimenti inventano cerniere uniche, da aprire e chiudere persino con una sola mano.

Basta un solo gesto anche nella terza stanza ed ecco che un “semplice” foglio (che in realtà nasconde circuiti stampati con inchiostro a nano particelle) diventa una pratica torcia LED: più avvolgiamo il foglio e più l’intensità della luce aumenta, cambiando anche colore.

Il percorso continua e dal movimento ai materiali all’avanguardia si passa attraverso lastre di policarbonato che disegnano tavoli e ripiani morbidi, utensili da cucina che sfruttano la flessibilità del fluoropolvere e sembrano fatti della stessa sostanza dell’aria (e infatti qui entra in gioco la collaborazione con Daikin, brand maestro nel trattare l’aria), e mattonelle in ceramica soft, texturizzate con tecniche di pressione artigianali.

Al centro della settima stanza, invece, è l’alluminio a catturare la nostra attenzione presentandoci un vaso che ne ingloba due e cambia disegno in base alla distanza da cui lo si guarda. Realtà e sogno si mescolano e si confondono e mentre tavoli essenziali disegnano sul pavimento dettagliati intrecci di ombre, nella nona stanza, circolare e avvolgente come un’arena, clessidre trasparenti che sembrano inglobare bolle di tempo si muovono avvolte da proiezioni sinuose che riempiono l’aria di onde immateriali.

Siamo giunti alla fine del percorso e ancora una volta è la luce ad accompagnarci in una nuova e ultima interpretazione del movimento: una tapparella costruita con pellicole ad alta schermatura apre e chiude i suoi boccioli proprio come farebbe un fiore.

Il viaggio nell’immaginario è finito, e oltre all’emozione non possiamo fare a meno di portare a casa un piccolo souvenir: all’uscita, infatti, alcuni distributori automatici con 5 euro ci offrono una delle mini sculture firmate da Nendo, con una frase in stile biscotto.

Un messaggio benaugurale per il prossimo viaggio nel design.

 

Dove: Superstudio Più, via Tortona 27

Quando: fino al 22 aprile 2018

  

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