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  4. Giulio Castelli e la sua cultura del design

ph. Kartell

| redazione designbest

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io nonno è stato un visionario con uno spirito pionieristico” esordisce orgogliosa Lorenza Luti, direttore marketing e retail di Kartell, quando racconta di Giulio Castelli che, alla guida del brand Kartell, ha saputo stravolgere i dettami del design.

Classe 1920, mente scientifica (fu allievo del premio Nobel Giulio Natta, con cui si laureò in chimica al Politecnico di Milano nel 1943) e spirito imprenditoriale visionario, Giulio Castelli fondò Kartell nel 1949, dando il via a una lunga e proficua collaborazione con i migliori architetti dell’epoca. Gino Colombini, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Joe Colombo, Marco Zanuso, Gae Aulenti, Richard Sapper, Giotto Stoppino e Ignazio Gardella sono solo alcuni dei professionisti con cui Kartell ha sperimentato il suo approccio tutto nuovo, incentrato su economia del materiale, innovazione tecnologica ed efficienza del processo.

La mostra Giulio Castelli. La cultura imprenditoriale del sistema design, inaugurata con l’apertura dell’ADI Design Museum di Milano è proprio un omaggio all’uomo e all’imprenditore che ha rivoluzionato il settore del design introducendo la plastica nell’arredo e dando riconoscibilità alla professione del designer. Ad aprire l’esposizione nel museo inaugurato il 25 maggio 2021 è il ritratto di Castelli, scattato da Chris Moyse, che insieme alla sua biografia ci introduce nel mondo di questo imprenditore illuminato e ci accompagna in un viaggio testuale e fotografico della sua vita. Immagini pubbliche e scatti privati, aneddoti, informazioni sono raccolti in 15 capitoli tematici che riassumono le tappe della sua carriera e ci spiegano la sua missione nel mondo del design. A partire dal legame con il Salone del Mobile e con l’ADI-Associazione del Design Industriale (di cui è stato uno dei nove fondatori nel 1956) ai rapporti con gli altri imprenditori e con i musei, fino all’inseparabile moglie Anna Castelli Ferrieri, altra voce autorevole nella storia del design.

Fino al 1988, anno in cui l’azienda fu rilevata dal genero Claudio Luti, Giulio Castelli non ha mai smesso di portare avanti “la cultura della plastica”, attraverso progetti che hanno rivoluzionato la vita quotidiana della società promuovendo i concetti di qualità, innovazione tecnologica, durevolezza e versatilità.

Un DNA che l’azienda custodisce con tenacia, spingendosi ogni giorno verso un’ulteriore evoluzione, con materiali sostenibili e rigenerabili. Ricerca tecnologica e attenzione al design sono sempre stati, infatti, i cardini della progettazione di Kartell, che mantiene viva l’eredità di nonno Giulio Castelli. Un’intuizione avant garde che ha fatto di Kartell una delle aziende fondatrici del sistema imprenditoriale del design italiano (non a caso nel 1979 l’azienda ha ricevuto il Compasso d’Oro per “la politica aziendale basata sulla coerenza della progettazione dei suoi prodotti e su una costante ricerca ed immagine evolutiva”). E che, ancora oggi, continua ad emozionare e stupire come settant’anni fa.

 

Dove: ADI Design Museum, Piazza Compasso d’Oro, Milano
Quando: fino al 1 novembre 2021

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