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  4. House in Motion, ovvero la casa (mutante) di INTERNI

INTERNI House in Motion  (foto di Saverio Lombardi Vallauri ©)

| redazione designbest

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on c’è niente di più attuale, nella settimana del design, della casa che muta e si plasma in base alle nostre esigenze e alla tecnologia. E infatti il tema della mostra-evento di INTERNI (al suo ventesimo anno) che anima il Fuorisalone è House in Motion ovvero “la casa in movimento”.

Anche in questa edizione sono tre gli spazi della città coinvolti: l’Università degli Studi di Milano, l’Orto Botanico di Brera e l’Audi City Lab in corso Venezia 11, dove i più famosi progettisti internazionali ci raccontano, attraverso scenografiche installazioni, le mutazioni dell’abitare e delle sue declinazioni.

Un tavolo che diventa tetto, una pila di container che si trasforma nella casa dei sogni, macerie lasciate dal terremoto che fanno pensare a un futuro pieno di speranza, 700 mini case di luce che si stagliano sullo skyline di una città immaginaria. Il mondo dell’abitare diventa flessibile, immaginifico, immateriale: la casa, infatti, non è più il simulacro di oggetti, arredi e memorie, ma è piuttosto uno spazio mutante, dinamico, nomade e transitorio, che ruota e si muove intorno al rapporto tra uomo, tecnologia e innovazione.

Dai dipinti che spuntano dalle macerie umbre in Canapa nera firmata dall'Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia con Paolo Belardi e Daniela Gerini alle case da sogno disegnate dai bambini haitiani di Cité Soleil in My Dream House di Piero Lissoni, dalla scultura Colors on the move di Aldo Cibic che ha come tetto un tavolo alla casa connessa e condivisa Home co-thinking di Massimo Iosa Ghini, l’Università Statale di Milano anche quest’anno si fa palcoscenico di rappresentazioni sceniche diverse che dialogano tra loro.

Si parla di movimento, ma anche di realtà virtuale e di design emozionale, come fanno Alexander Bellman in Frame eMotions, Davide Rampello con il suo teatrino di lacca, Mario Bellini con Face tu Face, la facciata di una casa che si fa riflesso della faccia di una persona e il Future Space in legno all’ingresso dell’Università.

E mentre suggestioni e sensazioni si mescolano, il cortile d’Onore diventa un cinema all’aperto con ben 12 monitor e 4 touchscreen che ci proiettano in un immaginario viaggio del tempo davanti allo skyline milanese che fonde architetture dal 1925 al 2025.

Dal passato al futuro il salto è breve e nell’Audi City Lab un anello sospeso del diametro di 19 metri ci trasporta in un nuovo paesaggio, questa volta avveniristico. Fifth Ring di Mad Architects in collaborazione con Artemide è uno spazio evocativo che in un gioco di specchi d’acqua moltiplica la luce e ci parla di energia, progresso, innovazione, con una visione ideale del domani.

Idealistica e visionaria come la città immaginaria che anima l’Orto Botanico di Brera, trasformato dagli architetti di SOS - School of Sustainability, insieme a Mario Cucinella, in una piccola smartcity: 700 mini case di luce che auspicano una nuova co-abitazione, questa volta con la natura.

 

Dove: Università Statale di Milano, via Festa del Perdono 7 Milano; Orto Botanico di Brera, via Brera 28 Milano e Audi City Lab in corso Venezia 11, Milano

Quando: 16-28 aprile 2018

 

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