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  4. I-MADE: protagonisti eccellenti al debutto del nuovo appuntamento londinese

Saatchi Gallery London   (ph: Massimiliano Polles) 

| redazione designbest

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on poteva che essere Giulio Cappellini, in veste di curatore, ad accogliere personalmente quanti hanno risposto all’invito della prima edizione di I-MADE, mostra evento che ha messo in scena negli spazi della Saatchi Gallery, vero tempio d’arte e cultura londinese, una selezione della migliore espressione del fare italiano, fra arte, design e manifattura di pregio.

Gli spazi della prestigiosa galleria sono stati animati per tre giorni dalla creatività italiana, fra esposizioni, talks e momenti di convivialità che hanno confermato l’intento preannunciato dal comitato promotore: puntare i riflettori sulla cultura del progetto italiana nell’ambito del palcoscenico internazionale strategico qual è quello di Londra, creando una nuova occasione di prestigio.

Per il debutto dell’evento Giulio Cappellini, da abile regista di narrazioni, ha potuto contare sulla presenza di vere eccellenze, tanto fra i brand presenti nella kermesse con uno spazio dedicato, quanto per quelli coinvolti nel contesto della mostra Take a seat.

 

 

Un red carpet da grandi occasioni ha cucito come un vero e proprio fil rouge l’allestimento degli oltre 2500 metri quadri della Saatchi dove sono state declinate, fra atmosfere rarefatte, le oltre cinquanta aziende partecipi. In un percorso di grande impatto visivo si sono articolate le installazioni dei grandi brand dell’interior design, da Alias e Moroso, da Cappellini a Porro, da Emu a Ethimo, da Martinelli Luce a CC-Tapis, da Tonelli Design a Icone Luce, sapientemente mixati con nomi di rilievo dell’artigianalità più pregiata e con realtà di riferimento come i cantieri Sanlorenzo o il gruppo Florim, in un insieme di eccellenze tra tradizione e contemporaneità.

 

 

L’inedita scelta espositiva, decisamente non neutrale, ha puntato ad interpretare e raccontare il Made in Italy nella sua preziosità e nel valore artistico proprio anche dei manufatti industriali.  Come in Take a seat, che ha offerto un colpo d’occhio di grande bellezza sulle straordinarie sedute create nel tempo dall’industria italiana: l’allestimento, anche se un po’ museale, non ha affatto intimorito i visitatori, che piuttosto si sono divertiti ad interagire in totale libertà con i progetti dei maestri di ieri e di oggi.

 

Un puro distillato di creatività italiana che ha trovato voce anche nei vivaci talks che hanno arricchito la manifestazione. Primo su tutti, quello che ha fatto dialogare alcuni dei protagonisti più brillanti dell’imprenditoria italiana, da Roberto Gavazzi a Giulia Molteni, da Patrizia Moroso a Patrizia Urquiola, con “il padrone di casa” a tessere le fila, Giulio Cappellini.  Grande passione, energia, ricerca costante di nuovi talenti, cultura del progetto che cresce e si contamina attraverso la stratificazione di relazioni anche internazionali: sono state queste le parole chiave scelte per raccontare la creatività italiana e la sua tensione alla qualità a tutto tondo, non solo di prodotto, ma anche aziendale. Una lettura esaustiva e puntuale che ha svelato il segreto del fare italiano e i tratti distintivi del Made in Italy nel mondo.

Una “prima”, dunque, quella di I-MADE 2019 densa di potenzialità destinate a crescere anche grazie alle sinergie con la nutrita presenza dei grandi showroom italiani, da Molteni&C a Cassina, da Lema a Boffi /De Padova (inaugurato di recente nell’elegante quartiere di Chelsea). Se da una parte questa manifestazione ha sottolineato la forza espressiva del Made in Italy che a Londra può vantare già l’attività di tanti rappresentanti, dall’altra si preannuncia come interessante catalizzatore di energie capace di aprire, in un immediato futuro, un nuovo dialogo del design italiano con il mercato internazionale.

 

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