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MAXXI Casa Mondo  - Superstudio, "Fundamental Acts. Life (Supersurface). Spring Cleaning" (Courtesy Fondazione MAXXI)

| redazione designbest

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ai come quest’anno abbiamo vissuto pienamente la nostra casa, trasformando gli spazi e reinventandoli in base alle nuove esigenze. Ecco perché il MAXXI di Roma ha pensato proprio a una mostra interamente dedicata a lei, alla casa.

Casa Mondo è il primo progetto espositivo digitale del Museo MAXXI interamente concepito e sviluppato per Instagram dallo Studio Formafantasma sull’account @MAXXICasaMondo. Una mostra digitale che coinvolge un dream team di designer internazionali: Bêka & Lemoine, Humberto Campana, Didier Fiuza Faustino, Sou Fujimoto, Konstantin Grcic, Martí Guixé, Patricia Urquiola. Sette interpreti, tra i principali designer della scena internazionale, chiamati a interrogarsi e a proporre la loro visione su altrettanti temi e funzioni dell’abitare.

La casa che diventa un mondo, il nostro mondo soprattutto in questi mesi di lockdown, dove anche le attività che di solito si svolgevano all’esterno sono state convogliate nelle nostre stanze. Il progetto, curato da Domitilla Dardi e Elena Tinacci, è incentrato proprio su questa metamorfosi domestica e ci invita a una riflessione sulla casa attraverso una serie di post. “Non è la traduzione di una mostra reale che diventa digitale, non è un virtual tour né una virtual gallery, ma un progetto fatto ad hoc pensando al pubblico che durante il lockdown ci ha seguito con grande partecipazione” hanno spiegato.

E come ogni progetto ben studiato anche questo parte dalle fondamenta, fatte di video, fotografie, estratti e saggi presentati dai sette interpreti che diventano a turno i protagonisti dell’account per una settimana e presentano le loro idee attraverso disegni digitali, rendering, ma anche collage, acquarelli, animazioni e video. Riflessioni progettuali, non prodotti, visioni spesso illuminate che esprimono una ricerca più concettuale dell’abitate. “La vecchia ripartizione della casa ottocentesca non regge più: non ha più senso parlare di stanze, ma della cura del corpo e della mente, dell’imparare ed esplorare” spiega Domitilla Dardi.

Al centro del progetto, quindi, c’è sempre la casa, un luogo che mantiene il suo forte valore, ma c’è soprattutto il mondo, che la nostra casa in questi mesi ha saputo accogliere e rappresentare. E insieme, i due elementi creano un progetto corale che “proprio come un cantiere di una casa crescerà e prenderà forma nel tempo”. Una mostra in crescendo che ci regala la dimensione del working progress e coinvolgerà il pubblico permettendogli di lasciare commenti senza filtri, come si farebbe al museo.

 

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