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  4. Broken Nature: al via la XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano
| redazione designbest

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a XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano apre i battenti indagando il rapporto tra uomo, natura e design. Si chiama Broken Nature. Design Takes on Human Survival la mostra curata da Paola Antonelli, Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design e Direttrice del Dipartimento Ricerca e Sviluppo al MoMA di New York, che pone l’attenzione sul ruolo del design e dell’architettura rispetto all’ambiente e all’esigenza impellente di ricostruire quell’equilibrio tra l’essere umano e gli ecosistemi naturali. Un legame interrotto dall’antropocentrismo imperante che oggi richiede, per salvaguardare noi e l’ambiente, un approccio opposto verso il mondo vegetale.

Una riflessione sul design sostenibile, ma anche ricostituente perché “il design plasma componenti che si ripercuotono sulla vita. Fungendo da mediatore cognitivo, pragmatico e politico, il design può diventare uno strumento riparatore», spiega Paola Antonelli. “Broken Nature invita a comprendere in maniera più profonda i sistemi multispecie in cui viviamo e incoraggia ad adottare una prospettiva di lungo termine”.

Suggerire ai visitatori una serie di misure concrete che possono indurre a comportamenti adeguati per ricostituire i nostri legami con la natura: ecco l’obiettivo di questa mostra tematica articolata con 22 partecipazioni internazionali che interpretano, con diversi punti di vista, il tema della Triennale. Un’antologia di riflessioni su temi attuali e urgenti come l’acqua, la plastica, le materie prime e l'alimentazione, i sistemi complessi, la convivenza delle specie e le migrazioni di popoli.

All’ingresso il Totems di Neri Oxman, designer e studiosa israeliana che sperimenta la melanina (il marcatore biologico dell’evoluzione) come una possibile nuova superficie architettonica, ci introduce agli oltre cento progetti di design ricostituente. Si passa dai lavori realizzati dai designer internazionali (oltre a Neri Oxman e al suo gruppo di ricerca Mediated Matter Group del MIT Media Lab, ci sono Formafantasma, il collettivo libanese-americano Sigil Collective e Accurat, società di ricerca e innovazione nel campo del data-driven design diretta da Giorgia Lupi e Gabriele Rossi), ai progetti più piccoli, come gli sgabelli in alluminio dello Studio Swine che ha realizzato una sorta di fonderia ambulante di lattine abbandonate per rimediare all'enorme quantità di rifiuti nella città di San Paolo, o le stoviglie Anima di Kosuke Araki, fabbricate con i resti alimentari; il sistema di filtraggio dell'acqua dello studio di food design Arabeschi di Latte e l'Incremental Housing Project dello studio Elemental di Alejandro Aravena, un circolo virtuoso che rivaluta e riscatta l’edilizia sociale.

L’esplorazione tra design e natura prosegue con The Great Animal Orchestra della Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi, un’immersione audio-visiva nei suoni della natura creata dal musicista ed esperto di bioacustica Bernie Krause e dal collettivo inglese United Visual Artists (UVA). La Nazione delle Piante, invece, curata dal professor Stefano Mancuso con la supervisione artistica di Marco Balich, è un vero e proprio percorso immersivo nel mondo vegetale che sottolinea quanto le piante siano indispensabili per la sopravvivenza della specie umana. Tra le suggestioni più poetiche, infine, merita una menzione Resurrecting the Sublime, che ha ricostruito in laboratorio il profumo dei fiori di un albero estinto.

Tra progetti inediti e opere d’arte storiche, tra oggetti artigianali sostenibili, sperimentazioni sui biomateriali e strategie che ci parlano di riciclo, la mostra ci invita a una riflessione profonda: è arrivato il momento di cambiare il nostro punto di vista radicalmente per riallacciare il legame indispensabile e indissolubile con gli ecosistemi naturali e sociali, prima che sia troppo tardi. “Noi animali siamo solo lo 0,03 per cento della materia del pianeta, mentre le piante costituiscono l’85 per cento” sottolinea Mancuso. E parliamo di organismi con straordinarie capacità, in grado di comunicare, adattarsi e socializzare. Ecco perché dobbiamo cominciare ad ascoltarle, perché “gli organismi vegetali sono un esempio di come potremmo risolvere i nostri problemi”.

 

Dove: Triennale di Milano, viale Alemagna 6, Milano
Quando: fino al 1 settembre 2019

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