1. Home
  2. Store & Eventi
  3. Eventi
  4. Thomas Stearns alla Venini

installation view (ph. Enrico Fiorese)

| redazione designbest

U

n artista giovane e visionario e un incontro, all’inizio degli anni Sessanta, con la vetreria muranese Venini: nasce da qui il racconto “Thomas Stearns alla Venini, la mostra sull’Isola di San Giorgio Maggiore, organizzata da Le Stanze del Vetro (progetto culturale avviato dalla Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung nel 2012 per lo studio e la valorizzazione dell’arte vetraria del Novecento) e curata da Marino Barovier.

Nato a Oklaoma City, Stearns giunse a Murano nel 1960, appena laureatosi, con una borsa di studio concessa dal Governo Italiano per la ricerca sul vetro. E fu proprio il lungimirante Ludovico de Santillana, architetto e direttore di Venini succeduto a Paolo Venini, a permettere a questo giovane artista di intraprendere i suoi studi sperimentali sul vetro. Le idee di Stearns, infatti, erano a dir poco avventate e rivoluzionarie e nella fornace Venini solo un maestro, Checco Ongaro, si rese disponibile a realizzarle.

Da questa collaborazione, durata fino al 1962, nacquero alcuni pezzi unici e piccole serie che oggi sono esposte, tutte insieme, per la prima volta a Venezia: dal Cappello del Doge alle Facciate di Venezia, dai prototipi alle lampade, tutti gli 80 pezzi giocano con forme asimmetriche e accostamenti cromatici arditi ed esplorano inedite applicazioni delle tecniche tradizionali muranesi. Non a caso le opere di Stearns sono diventate vere icone della cultura vetraria, con quotazioni da record nelle aste internazionali (La Sentinella di Venezia, vera e propria scultura astratta in omaggio a Venezia, è il vetro di Murano più pagato in assoluto, con un prezzo di 737mila dollari).

Nel 1962 Thomas Stearns venne assunto da Venini come guest designer per sviluppare progetti per la produzione in serie e in occasione della XXXI Biennale l’azienda decise di esporre sei delle sue straordinarie opere, a cui per un soffio non fu assegnata la medaglia d’oro (nonostante ne fosse stato riconosciuto il merito) solo perché l’autore non era italiano.

Thomas Stearns alla Venini ripercorre tutte le fasi della collaborazione del geniale artista americano con il brand muranese, sottolineando la sua straordinaria capacità creativa e raccontando le sue sperimentazioni sulle tecniche manifatturiere, ma anche le sue ricerche sull’uso di fibre tessili, a cui l’artista si dedicò con passione al suo rientro negli Stati Uniti.

Per cogliere tutti gli aspetti di questo straordinario percorso, oltre a visitare questa imperdibile mostra si può sfogliare il catalogo dedicato e curato da Marino Barovier e Carlo Sonego (edito da Skira): tra le sue pagine si trovano non solo le immagini delle opere conservate nelle collezioni private che in istituzioni museali, ma anche documenti inediti provenienti dall’archivio Venini e da quello personale dell’artista.

 

Dove: Le Stanze del Vetro, Fondazione Giorgio Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia

Quando: fino al 5 gennaio 2020

 

condividi su: