1. Home
  2. Store & Eventi
  3. Eventi
  4. Triennale Design Museum: le storie del design italiano

Storie. Il design Italiano - Triennale Design Museum (ph: Gianluca Di Ioia)

| redazione designbest

U

n racconto, una messinscena, una storia: era ed è questo lo spirito del Design Museum della Triennale di Milano, che da dieci anni ci offre uno sguardo sul design rivolto alla sperimentazione e alla ricerca, come “museo mutante”. E mutante, infatti, lo è anche in questa edizione del Salone del Mobile 2018, ma in un modo ancora una volta inedito.

Storie. Il design Italiano è la nuova mostra in programma che ci parla della storia, anzi delle storie del design italiano attraverso ben 180 opere, per la maggior parte provenienti dalla Collezione Permanente del Design Italiano del Triennale Design Museum e considerate tra le più rappresentative del design italiano dal 1902 al 1998.

Una mostra che ibrida il design con la comunicazione, la geografia, la politica, la tecnologia e l’economia e ci parla soprattutto della cultura del progetto, tema centrale che fa di un processo un processo di design. Sono cinque, infatti, i focus tematici spiegati dai cinque curatori, che accompagnano quest’antologica in altrettanti periodi storici: Geografia ed Economia (approfonditi da Manolo De Giorgi), Comunicazione (curata da Maddalena della Mura), Politica (secondo Vanni Pasca), Tecnologia (di Raimonda Ricini), più una lettura del contemporaneo spiegata da Chiara Alessi.

Un racconto corale a più voci che ci presenta le icone del design come testimonianze di un’epoca e ci dimostra che il design è in grado di interpretare o anticipare lo spirito dei tempi: basti pensare al Compasso d’Oro - come spiega Vanni Pasca - nato nel 1954 in piena Ricostruzione post-bellica e alle soglie del boom economico.

Non a caso la mostra si apre con la visione del design sull’oggi. Dopo aver attraversato una galleria di specchi che ci immerge e ci proietta tra gli oggetti del quotidiano, infatti, ci ritroviamo fagocitati dal Mercato del Contemporaneo, una piazza fatta di neon, vetrine e negozi brulicanti.

E’ qui che noi stessi diventiamo parte della mostra e ci ritroviamo a sperimentare dal vivo l’open source, il custom made, il crowd funding e l’e-commerce, ma anche a partecipare a un’asta, ricevere regali in promozione o fare shopping con “il mostro”, un distributore automatizzato di 6 metri che dispensa oggetti di design creati ad hoc per l’occasione. 30 euro per il kit Nasa di Achille Castiglioni, pochi spiccioli in più per una lampada, una sedia, un tavolino. Basta un click e si porta a casa un’icona.

Dopo l’acquisto il percorso riprende, questa volta con un salto nel passato, al 1902. Da lì in poi oggetti e accessori si mescolano e si susseguono con un preciso ordine cronologico, fino al 1988: la Poltroncina di Ernesto Basile, il Bacio Perugina, le scarpe di tela Superga, la Vespa, la macchina del caffè di Gio Ponti, la Lettera 22, la Lambretta, la Coppa del Nonno, la libreria Carlton di Ettore Sottsass, lo spremiagrumi Juicy Salif di Philippe Starck e la lampada Tolomeo di Michele de Lucchi e Giancarlo Fassina.

Simboli del passato che mutano nel tempo seguendo l’inarrestabile evoluzione del design. Che nella sala multimediale a fine racconto diventa un girotondo di numeri, tra lo stipendio degli anni Settanta di Ugo La Pietra o Ettore Sottsass e il valore di un’icona degli anni Ottanta.

 

Dove: Triennale Design Museum, viale Alemagna 6, Milano

Quando: 14 aprile 2018 - 20 gennaio 2019
 

condividi su: